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sabato 23 febbraio 2019

VIA POMA 1990 PARTE SECONDA AIAG e dintorni. LE MURENE STANATE


N.B. Lw informazioni di cui alla presente relazione/articolo sono state a spezzoni in parte diffuse dal 2013 ed integralmente comunicate a terse persone di fiducia a partire dal luglio 2013

PARTE SECONDA
AIAG via Poma e molto altro, da fatti annotati nel febbraio-marzo del 1996 e dalla viva voce di SILVIA CANALI conosciuta /fatta  conoscere nell'ottobre 1995.




§§§
Una quota importante del tutto era stata pubblicata tra siti ed FB dal 2012 a partire dall'esposto memoria del 3 novembre 2012 .. e fu questo paragrafetto che cagionò l'ira demoniaca di Stefano Pesci e l'avvio, di corsa ed abborracciato,  in data 15 novembre 2012 (!!) dell'incredibile e disperato tentativo di distruzione fallito nei confronti del sottoscritto, mediante una istanza respinta di amministrazione di sostegno che compare come una tra le pagine buie della storia giudiziaria, coeva alla dispensa per "fantomatica" inettitudine, e  superata solo dal recente tentativo di far dichiarare incapace di intendere e volere e pericoloso, da sottoporre a misure di contenzione, Paolo Ferraro  


https://paoloferrarocdd.blogspot.com/2012/11/5-memoria-esposto-finale-del-3-novembre.html

paoloferrarocddgrandediscovery.blogspot.com/2012/11/un-bel-guazzabuglio-questa-e-la-trama.html





RIASSUNTO DELLA PARTE PRIMA: Intorno alla margheritina un caso PROVATO di grave depistaggio se non di calunnia fallita pluriaggravata e qui il rimprovero pubblico di chi vi scrive al criminologo psichiatra uomo e formatore dei servizi civili dott. Francesco Bruno




BREVE SINTESI INTRODUTTIVA ALLA PARTE SECONDA. Dunque dal 1994 Paolo Ferraro superata di slancio la crisi di coppia innescata nel 1992 è da single ancora la persona più felice del mondo, ma prima di arrivare, dormendo un poco da piedi (ma come fai ad immaginarti certe cose da “malati di mente”) sino alla trappola della Cecchignola, dovrà affrontare un percorso.
Era stato avvertito da ultimo nel 1995 da Maria Teresa Covatta : Con la scusa che sei un bell'uomo e ti piacciono le donne .. finirai per farti mettere in mezzo", posto sotto zuccherata pressione della magistrato Cecilia Demma,[fallita dichiaratamente nel suo micro ruolo, al fondo persona per bene troppo consapevole delle poliedriche doti di Paolo Ferraro e, non volutamente, innamorata, “non posso continuare … non ce la faccio a continuare” - n.d.r. Nell'attività a me affidata - la frase da lei rivolto allusivamente sbottando, a Rosanna Ianniello), Infine ero passato dal febbraio al maggio 1995 “sotto” l'avv. Laura Vasselli autrice a partire da 23 anni della scalata “piolo per piolo” nella Cassazione, il palazzaccio destabilizzato “nelle geometrie” dalla di lei intraprendente bellezza, lei monitorata da i finti compagni del ”manifesto dark” (AVV. SANDRO GALIENA) e pendant collegati nella MD nascosta (Agnello Rossi), e ovviamente dall'ineffabile FRANCESCO BRUNO.
Fatti analiticamente riferiti e ricostruiti in "https://paoloferraro.blogspot.com/2015/07/il-truman-show-che-inchioda-tutti-meno.html ".
Era venuto il turno (dovendosi sostituire la Vasselli) della allora un po' avvenente ragazzona romana appena divenuta, Vice Procuratore Onorario, dott.ssa SILVIA CANALI praticante procuratore legale. Da qui inizia questa SECONDA PARTE e la, fedele al millimetro, narrazione, che verrà incentrata su AIAG via POMA liceo Socrate e via di villa Pamphili (Monteverde) nell'arco di tempo di riferimento che si dipana dal 1983 al 1992, sempre dai racconti diretti a me fatti nel febbraio marzo 1996. 
LA PRIMA DELLE SORELLE CANALI VALLINI. SILVIA CANALI prima delle tre sorelle CANALI (madre Vallini Fiorella, nipote del cardinal VALLINI, già funzionaria e poi membro del collegio sindacale di una nota multinazionale del tabacco americana, commercialista nel e poi titolare sino al 1991 del prestigioso studio in quel di Corso Trieste, e poi commercialista del ricco imprenditore “Giggi” con villa prestigiosa sull'Aventino, limitrofa ad importante sede nazionale dell'Ordine Militare dei Cavalieri di Malta) nata in un epicentro ebraico masso-cattolico, e comunista del “generone commerciale” - definizione datami da una vera comunista della generazione comunista italiana pulita che parecchio sapeva - fu fatta conoscere a Paolo Ferraro in quanto VPO da addestrare e formare per un mese nell'ottobre 1995, affiancandola nelle udienze penali.
Ero single e mi ero tolto dall'impaccio gravissimo della Vasselli, i cui sfrontati racconti erano già allora una narrazione di strategie di scalata senza indicazione dei nomi dei programmatori, tranne incontri per riferire a Sandro Galiena e la allusione ad uno psichiatra medico che aveva lo studio vicino la mia abitazione, poi individuato nel noto FRANCESCO BRUNO (e nello studio troverò cercandole appositamente nel gennaio 2011 tracce documentali della “collaborazione” Bruno-Vasselli).
SILVIA CANALI iniziò attivamente nella seconda metà del novembre 1995 a relazionarsi con me, già esauritosi il rapporto con l'ex marito Giovanni Orfei, e da tempo terminato l'artefatto caso del padre Orfei, geopolitico consulente di DE MITA, incastrato in una inventata “intelligenza con lo straniero” poi trattata, dal rimpianto Procuratore di Roma Michele Coiro equilibratamente, come una costruita trappola anti governativa da archiviare,
La scoperta dell'uomo Paolo Ferraro iniziò a distrarre la Canali (a volte si tratta solo di agenti/fattori passivi immessi, come da nozione di intelligence nota, nei debiti ambienti) ed ella cominciò ad aprirsi fornendo racconti che, allora sottovalutati, oggi sono di cruciale importanza. Fortunata fu la circostanza per la quale ingessato per una distorsione al ginocchio destro presa in una partita di calcetto padri-figli, rimasi da solo tutto il giorno per venti giorni nella abitazione di lei in Roma, via Costantino. Era  giugno credo, 1996.

1. Il primo racconto del dicembre 1995, in attesa della seconda proiezione di film fuori dal noto cinema in Campo dei Fiori, poi ripreso in seguito, inquadrava le non consuete esperienze liceali della Canali, nel liceo SOCRATE nella Garbatella. Testualmente mi parlò di qualche professore in particolare di storia e filosofia, totalmente incompetenti definiti sprezzantemente “sessantottini, quelli del 6 garantito” ma parlò di giri ed attività con le studentesse esplosi in uno scandalo interno al liceo, una formale importante inchiesta interna, poi confluita negli archivi della scuola, che aveva coinvolto alcune ragazze. E ricordo che si descrisse come la autrice della ribellione contro ciò che accadeva sotterraneamente: esito della inchiesta?! il suo trasferimento in altra classe del liceo (?!). n.d.r In quel liceo c'era anche il futuro magistrato Albamonte Eugenio, in una classe prima, che vinto il concorso fu mio uditore nel periodo immediatamente precedente l'arrivo di Silvia Canali come VPO onorario nominato dal CSM.

2. IL secondo racconto “intimo” ma oggi troppo importante, effettuato nel febbraio 1996 concerneva un insieme di frequentazioni in corrispondenza del primo e secondo anno di università, ed aveva come protagonista iniziale uno stuart dal nome Angelo e la sua comitiva con “sede” anche in abitazione a Monteverde via di villa Pamphili. Del racconto che lascio immaginare, facevano parte integrante non solo le”convocazioni” dal gruppo in Roma, ma gite in moto con permanenza in ville della Toscana. Ed una vacanza in Inghilterra per liberarsi dalle sue dipendenze “varie” (disse). La mia permanenza forzata, ingessato, nella casa, nel successivo giugno 1996, mi consentì di vedere e memorizzare da numerose foto il contesto, e alcune cartoline tra cui una inviata da San Paolo in Brasile, mi consentirono di apprendere nomi e cognomi tra cui quello del'ANGELO dal cognome di noto attore anche teatrale e romanesco s.e.o.o. . L'Angelo, inizialmente posto al centro di racconti un pò preoccupanti aveva abitazione in viale Marconi vicino alla allora abitazione della famiglia Canali Vallini, ma da elenco telefonico dell'epoca il telefono fisso lo aveva ancora lì, nel 1996. Quando terminò il duro raconto la CANALI, tremendamente prostrata dallo sforzo di aprirsi ebbe un gravissimo mal di testa che la portò, da me accompagnata, al Pronto Soccorso del CTO della Garbatella, ove le fecero una iniezione di BUSCOPAN e le proposero un ricovero per accertamenti, da lei rifiutato. Le espressi dopo le mie perplessità sulla delicatezza e impatto delle sue “esperienze” riservandomi di vagliare la continuazione del nostro rapporto, Lei alquanto disperata mi rassicurò che si era trattato di una parentesi e per tempo non lunghissimo (ma non mi sembrò convincente). D'altronde però risultava essersi laureata, ma passando a ROMA TRE, sposata in Chiesa con Giovani Orfei e altre considerazioni mi indussero ad attendere e verificare.

3. Poco prima del racconto sopra, la Canali mi aveva confidato di ”essere” (stata diagnosticata come) esibizionista con forti attitudini manipolatorie, più altre attitudini di rilievo psichiatrico, e di avere avuto “crisi di panico” (neanche sapevo oltre il suono formale della parola di cosa si trattasse), A me sano come un pesce le frasi suonarono più che altro come una autocritica sui suoi meri difetti. Difetti che aveva poi dato prova di aver/voler superato/superare aprendosi, anche tanto a compensare il suo remoto (diceva) passato. Una battuta volante della Vallini madre, donna di intelletto più strutturato, spesso impietosa nei giudizi, mi doveva mettere in guardia ”tanto intelligente, tanto capace di presentarsi e raccontare a me sembra una portiera chiacchierona che si inventa una marea di frottole”.

4. Il quarto racconto nacque dalla circostanza che avevo trovato/notato in particolare un cofanetto con vari gioielli, orologetti e collane prevalentemente in oro e di apparente valore, una buona parte ancora intonsi e in confezioni scatolette rispettive, sul ripiano dell'armadio esistente nella camera da letto. (vi era un secondo scatolotto, invece pieno di bigiotteria e gioiellini sparsi ed in uso corrente). Una volta che lei aprì l'armadio, me presente, allusi al cofanetto che si intravedeva neanche da Lei ben nascosto, e lei raccontò. I gioielli le erano stati consegnati per conservarli da una sua amica del liceo, coinvolta quantomeno nelle vicende dell'epoca pensai dubbioso, e mi parlò (visibilmente terrorizzata) di un “incidente” gravissimo (voluto, si capiva benissimo dal suo atteggiamento di terrore “partecipato”). Una auto aveva investita la ragazza in motorino frontalmente, letteralmente schiacciatasi sul parabrezza, e le aveva quasi disintegrato la struttura facciale, lasciandola in gravissime condizioni. Ovviamente non so se il racconto fosse esatto ed esattamente datato, ma molti anni dopo nel 2014 ho ritrovato gli elenchi della classe del liceo Socrate, incrociato i nomi e cognomi con profili in FB, e ritrovata la ragazza con viso palesemente schiacciato e ricostruito, laureatasi alla università LUISS. Le mie operazioni di ricerca effettuate insieme alla consueta partecipe e testimone diretta. Il racconto sui gioielli non quadra(va) affatto a partir dalla tempistica (chi è colei che lascia per dodici anni in custodia a compagna di scuola non più frequentata, un cofanetto di gioielli preziosi ?!) Dopo la spiegazione il cofanetto fu portato dalla Canali ad una sua altra amica. I particolari sul suo ulteriore nascondimento (da me sbirciati) restano riservati. Sebbene ritengo che un rinvenimento ipotetico sia stato compromesso alla luce di una “iniziativa del luglio 2014”.

5. In diverso racconto la Canali mi citò i suoi attacchi di panico datandone uno grosso modo all'autunno/fine estate  dell'anno 1990 o forse 1991 e localizzandolo in quel di PERUGIA dove si trovava a camminare, con l'allora fidanzato Giovani Orfei venuto, ma non presente al momento.

6. Altri racconti o fatti direttamente percepiti attengono all'AIAG ed all'ENTE NAZIONALE PER IL TURISMO. Sia Silvia Canali che la sorella erano state vicine all'AIAG, e se non erro la Canali citò ostello della gioventù in Germania. La sorella la vidi poi nel maggio 1996 presso la sede che curava la GUIDA TOURING ITALIANA vicino p..zza Bologna, dove avevo accompagnato Silvia Canali. Ma all'epoca le sorelle Canali curavano anche la gestione di un negozio terminale della industria tipografica del padre, ubicato in via Alessandria lato Porta Pia. Laura Canali curava inizialmente infine, poi divenendo cartografa ufficiale, le mappe geografiche per la rivista LIMES di LUCIO CARACCIOLO. Nella medesima rivista lavorava sino al 1995 anche il giovane marito della Canali Silvia, portato da lei nell'alveo di LIMES, Giovani Orfei, poi separatosi da rivista per dissenso politico e dalla famiglia/moglie Canali. Laura Canali è divenuta compagna e moglie di LUCIO CARACCIOLO, negli anni duemila, SILVIA CANALI cognata.

7. Un giorno, credo dei primi di marzo 1996, pochi giorni dopo le sue “rivelazioni” sul gruppo in via Pamphili nel 1985 1986, accompagnai richiesto, con l'auto, Silvia Canali presso la sede degli ufficiali giudiziari in Roma, ove doveva portare degli atti da notificare dello studio in cui faceva pratica in via Angelo Emo, (la via me la ricordo per aver atteso la Canali sotto studio e aver partecipato ad una festa di addio quando lasciò lo studio). Parcheggiai la macchina a spina verso il finire della stradina, da me mai vista prima, sulla destra in posizione regolare. Dopo il discreto lasso di tempo necessario per il disbrigo della consegna degli atti da notificare, la Canali ritornò e sedutasi nell'auto, con uno sguardo cupo e terrorizzato volto verso il basso disse testualmente “ io so chi ha ucciso Simonetta Cesaroni”. Presi la frase come una boutade ed una millanteria strana. Era una VPO con trascorsi, ma una persona a suo modo piacevole e loquace, un po' ciarliera. Difatti non proseguiva mai discorsi e frasi lanciate a metà.

8. Un giorno del maggio 1996 andammo io e Silvia Canali, previo appuntamento telefonico, a fare la sosta pranzo, al baretto posto in P.le Clodio subito oltre viale Mazzini, all'angolo. Lì si piazzava al centro del tavolinetto, da solo e guardando in direzione nostra che ci avvicinavamo, Giuseppe Cascini. Io mi volli sedere con lui allo stesso tavolino e parlammo del più e del meno. Notai uno sguardo intimidito della Canali (donna con personalità affatto timida e atteggiamento di norma quasi sfrontato) ed una indifferenza ostentata nei di lei confronti. Allontanandoci, la Canali sbottò parlando tra sé e sé con la testa inchinata verso il basso “ che figlio di... “ frase palesemente riferita a Cascini.

9. Silvia Canali poco prima che mi fosse inviata in udienza per il tirocinio breve la avevo vista una sola volta, in fine estate 1995, sul portapacchi seduto dietro al  motorino da lei condotto PAOLO AURIEMMA, altro magistrato di Monteverde. Erano usciti dal cancello che dà verso piazzale Clodio. Io tornavo a piedi dalla pausa pranzo.

10. Una menzione  merita infine una sequenza realizzatasi nel luglio 2013 a brevissima distanza. I primi del Luglio 2013 eravamo tornati a Roma dalla vacanza in Puglia per partecipare ad una udienza civile. Vedemmo io e Patrizia la Canali fortemente scossa e preoccupata in maniera anomala. Come eravamo venuti, per partecipare ad una udienza civile, ce ne tornammo al mare in Puglia. Il 13 luglio alle 5 e 50 di mattina veniva dato fuoco a partire da una classe al primo piano, al liceo Socrate (quello al punto 1 sopra), danni ingenti che hanno coinvolto otto aule rese inagibili e svariato materiale didattico anche costoso. Un gesto gravissimo, “un episodio vergognoso e intollerabile” vandalico e risultato compiuto da quattro ragazzi, due maggiorenni e due minorenni, e due bocciati per la seconda volta, tutti confessi presentatisi alla Questura di Roma solo tre giorni dopo. Le versioni di stampa sul gesto omofobo e razzista caddero in fumo, così' come la matrice politica di destra. Ma sul caso obiettivamente anomalo, gravissimo e inaspettato erano intervenuti tutti, credo, compreso Napolitano. Era ora secondo la nuova versione di stampa e “confessata” una ragazzata gravissima concertata, per “vendetta da bocciatura”, di notte al mare ad Ostia e realizzata tornando di notte fonda a Roma. A difendere due dei ragazzi l'avv Luca Petrucci, quello coinvolto nel CASO PAOLO FERRARO. Non sappiamo cosa sia successo agli archivi del Socrate.

Gli elementi di quadro enucleati, tutti veri al millimetro hanno preso una loro consistenza alla luce degli avvenimenti dal 2006 in poi , e delle prove emerse su vari piani dirette ed indirette, oggi tutte di conoscenza pubblica.

Se, come è stato provato, e descritto analiticamente in otto anni di grandediscovery

A) alla Canali è attribuibile la gestione materiale organizzativa del sequestro di persona ordito il 23 maggio 2009, e ordinato da Luigi Cancrini come da diario di Gino Ferraro e sentito da me stesso ordinare da Stefano Pesci al telefono, in necessario accordo con Giovani Ferrara e Agnello Rossi;

B) tutto quanto scoperto ed il rilievo enorme relativo erano veri e tutto risulta dimostrato con prove dirette insormontabili, e di pubblico dominio. Di qui a ritenere che chi intervenne distruttivamente fosse "anche" partecipe e consapevole a monte non vi era, già prima di altre conferme,  vallo logico apprezzabile, con ragionevole certezza;

C) nelle vicende persecutorie molteplici ed iniziative giuridiche su vari piani la Canali, come è vero ed evidente oltre ogni ragionevole dubbio, ha avuto un ruolo più che centrale;

D) tutto il complesso delle vicende inaugurate dal 2008 risulta caratterizzato "anche" da interventi e mediante situazioni di rilevante rilievo segreto e militare;

E) tutto il quadro vero porta a risalire a STEP precedenti, forniti di prova testimoniale vera e comunque riscontrabile;

F) l'azione collimata ed attiva della CANALI e di STEFANO PESCI, fu caratterizzata nel 2009 dal loro buttare la maschera e da una durezza distruttiva senza paragoni, manipolatoria a livelli tali da esser stata pensata per essere irraccontabile, (quindi il livello di organizzatori e gestori è ben alto) ma proprio questa caratteristica abbiamo superato, rendendo prove uniche al mondo e dirette adeguatamente trattate e contestualizzate;

allora il necessario retrocedere nel tempo e nei ricordi veri e genuini non è che che la necessaria conseguenza dell'accaduto provato con prove dirette , dal 2006 in poi.

L'agguato disciplinare insulso ed artificialmente architettato del 1994.
Persino l'agguato disciplinare insulso ed artificialmente architettato del 1994, quando la redistribuzione di 1.300 fascicoli già tutti inizialmente trattati dal PM Paolo Ferraro, a fronte del caricamento di tremila e seicento procedimenti per la realizzazione portata a termine del progetto ATZ di integrale automazione del lavoro della procura circondariale per fascia di c.a diecimila fattispecie a tipologia classificata, fa parte delle stesse “iniziative e quadro”. (Allora il pm Giuseppe Amato, lo vidi concordare ed ammiccare con Giuseppe Cascini )  archiviò 40 dei 60 PP a lui redistribuiti, con la inconsistente motivazione che erano stati superati i termini di sei mesi per le indagini ottenendo ovvi rigetti della richiesta ma facendo ricorso in Cassazione poi contro i rigetti: ottenne così, isolato accoglimento in un processo in Cassazione in cui era sostituto procuratore generale GERACI, che ne richiese un procedimento disciplinare a Paolo Ferraro. L'insensato procedimento disciplinare si chiuse con una sentenza del CSM di elogio incondizionato del PM Paolo Ferraro. Il programma ATZ venne studiato dal CNR come esperienza di automazione mediante intelligenza artificiale. Non ci provarono mai più ad entrare di traverso nel merito del lavoro dello scrivente. E pensare che sulle scrivanie dei PM circondariali, massacrati di lavoro pendevano da 2000 a sinanche settemila procedimenti pro capite incolpevolmente inevasi.
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E qui vi reinvito prima a rileggere una altra volta LA PARTE PRIMA di questa accurata analisi e narrazione, e poi, dopo aver ripassato questa seconda parte, a compulsare gli unici articoli od interviste serie sul CASO di via Poma: quelli del criminologo Carmelo Lavorino. Un lavoro fondato su ben altro fronte, su evidenze scientifiche e prove obiettive. Manca(va) solo un quadro storico indiziario di riferimento a persone certe ....












Dunque c'è qualcuno a caccia di una donna con l'ombrellino rosa e di un mancino di sangue tipo A (magari ambi mancino ?!) uomo violento impegnato in una attività omicidaria rimasta impunita .. dopo ventotto anni di procedimenti e processi depistanti ..

Io non caccio, pesco e pescando polpi aspetto anche che escano dalle tane ... e se sono stati così folli da far perseguitare un pescatore di polpi per ventotto anni non ho bisogno neanche di acchiapparli .. ormai stanno lì .. non tutti .. ma alcuni 








TUTTO QUEL CHE SERVE IN QUATTRO MINUTI 





solo che non sono polpi .. sono   murene pericolosissime ... 



§§§§§§§§§§§§§§ THE END §§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§


Dunque tutto nasce dal 1990 e la minaccia "sei INGOMBRANTE" con sorriso malevolo del settembre 1991 era rivolta a capire se sapessi .. non avevo capito una cicca e non ero tanto ingombrante come uomo, cittadino, magistrato, intellettuale ma come TESTIMONE . Ora si sa e si sa che non agire investigare ed approfondire protegge una delimitata BANDA DI ASSASSINI, ben distinguibile dall'idiota concetto astratto ed inutilmente insulso di poteri forti  ..... 
Ripercorrere quindi la grandediscovery da zero a 1, 2 e 3 con i suoi impianti di prove dirette è più che mai  semplicissimo .... E ripercorrere i passaggi e debite prove (1992, 1994, 1996, 2006, 2008, 2012, 2015, 2016, 2019) serve solo a svelare/svelarvi  analiticamente intrecci, coperture,  condivisioni, tattiche e strategie della BANDA.. e altissime coperture.




Cartella con video selezionati siti OFF LINE e DVD  su MEDIAFIRE




DALLA GRANDEDISCOVERY 1 2 e 3 alla GRANDEDISCOVERY 0 

e DALLA GRANDEDISCOVERY 0 ALLA GRANDEDISCOVERY 1 2 e 3. 

Trenta anni di attività segrete e coperte illegali ad opera di una cordata eversiva che appartiene ad un DEEP STATE da ripudiare ed un epicentro, Roma, ed il magistrato Paolo Ferraro.ORA NON POSSONO NON INTERVENIRE LE ISTITUZIONI E LE MAGISTRATURE, TUTTI VOI.
LA GRANDEDISCOVERY 0. VIA POMA PARTE SECONDA AIAG via Poma e molto altro, da fatti annotati nel febbraio e marzo 1996 e dalla viva voce di SILVIA CANALI conosciuta /fatta conoscere nell'ottobre 1995. & PARTE PRIMA TELNET o VIDEOTEL E LA MARGHERITINA SEDUTA.            https://www.grandediscovery.it/via-poma-parte-prima-e-parte-seconda/                                                                     
LA GRANDEDISCOVERY 1. La operazione militare PAOLO FERRARO e gli intrecci tra aree deviate ed eversive militari, incistate in una quota ristretta della magistratura ed il supporto e copertura di settori in particolare collegati alla psichiatria civile e militare di apparati che appartegono al DEEP STATE da ripudiare.                                                        https://www.grandediscovery.it/la-grandediscovery1/
LA GRANDEDISCOVERY 2. Trance formation of Italy. Le sperimentazioni ZAO nelle imprese farmaceutico chimiche del settore oncologico e neurologico del basso Lazio e le sperimentazioni nel reparto speciale del sabato sul trattamento monarch mediante sostanze chimiche.                https://www.grandediscovery.it/la-grandediscovery2-slave-chimiche-e-trattamento-monarch/
LA GRANDEDISCOVERY 3. L'INQUINAMENTO DELLA POLITICA E DELLA SOCIETA' ANCHE CON METODOLOGIE CERTAMENTE MILITARI E' ORMAI UN DATO REALE                                          https://www.grandediscovery.it/linquinamento-della-politica-e-della-societa-anche-con-metodologie-certamente-militari-e-ormai-un-dato-reale-e-concreto/

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E ora che siete ripartiti e giunti a conclusione sul 1990 non  sarà anche il caso di rileggere attentamente, bene e ripetutamente, con la debita attenzione che meritava,    il documentato articolo

LA SVASTICA SU MELANIA ed il germoglio



sabato 29 novembre 2014

1990 La calata a Roma e via Poma - 1992 Anche una trama solo romana e la ritirata dalla Corte Costituzionale di Marco Pivetti e Agnello Rossi 1995 Un agguato disciplinare inventato e miseramente fallito e tre missionarie ..

1990
La “calata” nella sezione romana di magistratura democratica ed “altro” 
1992
Una trama,  non solo romana,  anche intorno al magistrato Paolo Ferraro.
La fallita scalata alla Corte Costituzionale e la ritirata di Marco Pivetti e Agnello Rossi.
1995
Un piacevole accerchiamento femminile: tre ruoli individuati ricostruiti ed un agguato disciplinare assurdo, fallito. 

AVVERTENZAOgni apparente divagazione e introduzione di vicende, fatti e nomi ulteriori, di norma  tra parentesi, immette elementi  la cui rilevanza e connessione è emersa in precedenti articoli costruiti su prove, e non racconto, od emergerà alla fine.  Per chi è stato attento il tutto si correla quindi alla complessiva ricostruzione effettuata fino ad oggi con prove pubblicate.
Anche questo articolo era necessario per contestualizzare ed inquadrare a fondo, ambientando almeno alcuni nomi, fatti e ruoli. Lo dedico a tutti coloro che hanno studiato, seguito e capito, ma soprattutto ai magistrati ed investigatori per bene,  ed alle istituzioni .... che debbono restituire legalità al paese. 






PARTE PRIMA: 1990. La “calata” nella sezione romana di magistratura democratica ed "altro". 
Nel 1990 comparvero nello scenario della magistratura romana Giuseppe Cascini e Stefano Pesci: subito apparentatisi alla cordata "migliorista e PCI" dei lavoristi  (Marco Pivetti), poi entrambi da me classificati, anche per loro esplicita ammissione ed indicazione, come filo "dalemiani". Cascini si legò anche  a Luigi Saraceni: personalità di rilievo che stimavo, ma verso la quale nutrivo un piccolissimo dubbio, poiché era troppo in buon dialogo con quella destra burocratica che definisco “ussarissima” (da “ussaro").
Ci misi un poco a capire quanto i due neo-magistrati fossero legati a poteri e forze per me comunque non decifrabili.
Negli anni 1985-1990 fui prima Pretore di Terni (con tante sentenze pubblicate sul FORO ITALIANO, e la perdurante memoria del mio impegno a tutela dell'ambiente e della sicurezza del lavoro), poi al Ministero di Giustizia, infine tornai negli uffici giudiziari romani alla Procura Circondariale. Appartenevo bella sezione romana ancora indomita di Magistratura Democratica, all'anima più giurisdizionale legale; ero con Michele Coiro, Celsa Galassi, Gabriele Cerminara e tanti altri lentamente decimati... decimati dalla vita, e decimati nella vita in magistratura.  
Giuseppe Cascini,  uditore giudiziario giovane napoletano di famiglia bene, venuto di sua scelta per il tirocinio giudiziario a Roma. Nel 1990 portava  ancora i capelli lunghi castano chiari, e 
si era subito immesso nella attività della corrente di magistrati di "Magistratura Democratica" ( abbreviato M.D.) e scriveva "anche" sul Manifesto.
[ricordo un suo articolo di allora sul Manifesto , ma a difesa o a dialogo da lontano con una particolare area movimentista anarco insurrezionale o di autonomia operaia, potrete controllare, articolo, riferito mi sembra ad una vicenda giudiziaria che li vedeva coinvolti, che mi aveva incuriosito per il taglio anche implicito, lievemente supponente, "da garante". 
Feci allora un collegamento mentale con Filippo Paone, noto magistrato di origine campana trapiantato a Roma, magistrato di area "estrema" di M.D., morto di recente e assurto da ultimo alla carica di Presidente della Corte di appello. Nel 1985 era stato sotto pressione disciplinare per un suo avere in qualche modo protetto una manifestazione non autorizzata in un’aula della facoltà di Giurisprudenza della Università la SAPIENZA nel 1977: essendo lui presente alla manifestazione illegale, si era frapposto tra persone presenti legate ad autonomia operaia e la polizia che era intervenuta.  Proprio nel  giugno del 1985 lo incontrai casualmente nello studio altezza Nomentana viale Libia subito dopo le caserme civili, dei due amici - allora - avvocati Tony Stellato e Sandro Galiena, del MANIFESTO area di "destra magriana" allora così visti e definiti da me. Il loro studio, situato a Viale Libia nel quartiere Nomentano  subito dopo le caserme civili, lo condividevano con Rosalba VALORI e, per presenza, anche con GUIDO VALORI (che a quell'epoca era anche vice procuratore onorario, nominato dal CSM).
Non mi stupii dell'incontro casuale (anche io ero lì per caso) con Filippo Paone, in pantaloni celestini e stretto in una "iacchettiella" a strisce verticali bianco azzurro chiaro (colori simili che stonavano), ma notai che era assai distratto e preoccupato della vicenda disciplinare: capii solo che doveva parlare con Rosalba e forse poi con Sandro, ma non di cosa.  Forse di una propaggine penale della manifestazione non autorizzata dell'epoca?! No, pensavo, era passato troppo tempo dalla data del fatto. Sempre quel giorno arrivò a studio quello che seppi essere il compagno/marito di Rosalba Valori, un personaggio ben noto del mondo della autonomia operaia romana: con barba, bel tipo, non certo sgualcito. Mi tornò il conto solo parzialmente: 1. autonomia operaia 2. magistrato nei guai disciplinari per aver sostanzialmente ostacolato lo sgombero dell'aula di giurisprudenza occupata per una assemblea di autonomia operaia, che veniva forse a raccontare novità sull'accaduto o a trovare i compagni di sorte?! (Pifani ad esempio, trovato al confine con la Yugoslavia con un bazzoka da portare alla "resistenza palestinese", da tempo era stato messo fuori gioco). Ma perchè Filippo Paone personalmente, e perchè lì? Per Rosalba, avevo concluso. Ma Sandro?! Allora per me il cognome VALORI non aveva significato. Non lo stimavo Filippo; era allora Pretore penale, tra l'altro l'autore di una risibile se non ridicola giurisprudenza che applicava in analogia (totalmente vietata in sede penale) la norma penale sull'aggiotaggio azionario alla rarefazione degli immobili destinati ad abitazione, per loro "natura" ma sottratti alla disponibilità del mercato o pubblica: una "pecionata" ideologica di quelle che per me (di scuola giuridica, assistente e collaboratore con cattedre di diritto privato e cattedra rivista di diritto pubblico) rendevano disonore alla magistratura; e rendevano disonore ad una corrente (M.D.), che dovevano assicurare secondo i miei intendimenti la progressiva e corretta attuazione della legge: sì a tutela dei deboli e secondo l'art. 3,  2° co della Costituzione. ma non sostituendo alla interpretazione costituzionale e progressiva delle norme il metodo "IDEOLOGICO",  che aborrivo. Un metodo eccessivo e fuori del seminato, errato, del quale poi non c'era neanche bisogno. Sandro e Tony , già studenti dello scientifico Archimede li frequentavo per la loro e mia storia di studenti impegnati politicamente; e Sandro dal 1985 in poi era stato sempre più "premurosamente"  presente in troppi momenti della mia vita. In particolare da poco dopo che avevo vinto il concorso in magistratura. Un amico vero, pensavo, lievemente traumatizzato dalla storica circostanza che al primo anno di giurisprudenza insieme, volendo preparare con me l'esame di filosofia del diritto nel lontano 1975, mentre lui stava al terzo capitolo io nel frattempo avevo fatto nella seconda sessione del primo anno cinque esami tra ottobre e dicembre. Tra me e loro una differenza che non pensavo insormontabile: io ero socialista e della sinistra del MANIFESTO al contempo, rossandiano, e miscelavo le due matrici guardando come burocrati post comunisti i "destri". D'altronde questa era la loro nomèa tra la gente impegnata politicamente]
Tornando a Cascini, appena arrivato a Roma aveva un contegno inizialmente più contenuto, ma già  arrogantello e un modo di fare da ragazzo di ricca stirpe. Solo più tardi, nel marzo 1992, avrei saputo dalla bocca di Lori Perla (anche lei come me magistrato romano della Procura Circondariale come me dal 1989 del mio stesso concorso - 1984 - e a quel tempo  mia amica) che Cascini aveva una madre di etnia ebraica e che era pronipote di  Achille Lauro. La notizia allora non mi colpì nè mi stranì, ovviamente. Poco dopo essere  arrivato a Roma, Cascini era provvisoriamente alloggiato in locazione; ma  invece di trovare un alloggio definitivo in locazione pose fine alla situazione provvisoria comprandosi due appartamenti di media metratura. Non ci frequentavamo, e me lo disse la solita Perla de relatoivi compresa la somma sborsata (oltre 700 milioni di lire): appartamenti attaccati a piazzale Clodio, su una nota strada in salita che parte da una altrettanto nota gelateria. 
Cascini faceva allora coppia stabile con Stefano Pesci, erano dello stesso concorso (1990) ma sembrava a tutti che si conoscessero troppo  bene,  e quindi da antica data. 
L'Agosto del 1990 fu funestato dall'omicidio di Simonetta Cesaroni, nella via che conoscevo di nome come la via degli ufficiali giudiziari: via Poma. E si tratta di un crocevia.

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I rapporti tra Cascini,  Pesci, Giovanni Buonuomo (un altro magistrato della Procura circondarialedi cui non si trovano immagini pubblichee me non erano cattivi in quell'epoca. In particolare Giovanni era anche un informatico di buon livello, appena venuto dal Tribunale di Savona (già Pretore in precedenza), lasciando ivi figli e moglie, magistrata che lo avrebbe poi seguito a distanza di oltre un anno a Roma dopo l'acquisto della abitazione in zona (Trionfale alto).
Giovanni manovrava già con disinvoltura le macro automatiche ed i modelli del programma MICROSOFT Word, appena immessa la piattaforma windows 1.0 in Italia e nel mondo della sempre ritardataria informatica giudiziaria. Io,  pur seguendo anche il suo lavoro, mi ero da poco impadronito del funzionamento dell'ambiente DOS e degli obsoleti 286 e 386 OLIVETTI e del primo 486DX arrivato "a giustificare" la arretratezza tecnologica delle forniture al Ministero della Giustizia. andavo creando un sistema di gestione delle attività/documenti dei magistrati della Procura Circondariale. Usavo un programma DOS preesistente e molto lineare, WS4, e puntavo in modo un pò "arretrato" su una organizzazione meramente sistematica e casistica dei documenti (uno per caso, quindi migliaia di casi), usufruendo di un sistema ordinante di directory e sottodirectory (ad albero, tipo capitoli, paragrafi e sotto paragrafi) e di un programmino che aveva il pregio di far gestire e vedere bene l'albero classificatorio ( XTG).  
Buonuomoanche lui campano, era più avanti a me e sapeva molto di informatica. Il ricordo riferito al CSM nell'esposto memoria del 3 novembre 2012, circa la buona conoscenza di un programma (piattaforma di comunicazione denominato TELNET)   e di quella "scatola" destinata alla connessione poggiata su un tavolino della sua stanza, è preciso. Come è preciso il ricordo di lui che mi illustrò le caratteristiche da chat primitiva del programma (in realtà era una autonoma piattaforma) e anche l'uso dei nickname, raccontatomi a voce e fattomi vedere dallo schermo verdolino:  tutta roba che ignoravo e da ignorante ritenevo dispersiva, inutile ed anche un tantino "buffa". 
Ero sposato, mi sarebbe dopo poco nata la terza figlia, e pensavo all'ammodernare il lavoro, a smaltirlo bene e al mio impegno interno alla magistratura [l'impegno interno ed istituzionale non è affatto una cosa impropria per un magistrato, e  teoricamente come nella pratica precedente non lo era certo stato: è lo strumento con il quale i magistrati assicurano, riorientano e gestiscono il buon andamento del lavoro e degli uffici, le necessarie valutazioni di professionalità ed altro. M.D. ed io in essa, puntavamo realmente sull'impegno ordinamentale; e sull'assicurare la progressiva indipendenza e la realizzazione del principio costituzionale  del "giudice naturale" attraverso garanzie, tabelle degli uffici e vigilanza con controllo obiettivo della professionalità, ]
Nel contesto in cui Buonomo mi aveva elargito due sue conoscenze di TELNET (mi sembra di ricordare che pronunciò solo una volta il nome della piattaforma di comunicazioni) io scarabbocchiavo infastidito disegni infantili su dei foglietti su quel tavolo, e Giuseppe Cascini entrò infine nella stanza, a contrattare come  fanno gli uditori giudiziari  il suo tirocinio mirato anche con Buonomo. Faceva molto caldo, la nuova stanza di Buonomo dava dalla parte dove batte il sole, e dovevo tornare a lavorare; avevo lasciato a Gianni un floppy quadrato con i miei preziosi (per me), primi documenti ordinati scritti in ws4 e con tanti capi di imputazione da importare nel glossario del modello "Normal" o "decreto di citazione"  in WORD per windows (allora ancora giravano anche i floppy "a cerchio", un simpatico ricordo dell'avvio scalcinato della informatica diffusa negli uffici giudiziari). 
E tornai nella mia stanza. Lasciando Buonomo e Cascini lì: Cascini curiosamente interessato ad un piccolo foglietto giallo da me insignito di un disegnino a pennarello.  
A quell'epoca ero un magistrato giovane ma di spicco, impegnato nella costruzione e nella critica agli errori organizzativi dell'ufficio della Procura Circondariale di Roma; ed ero più che mal visto dalla cordata migliorista di MD, da sempre a me avversa. 
La sezione romana manteneva ancora una sua indipendenza ed autonomia grazie anche alla presenza di Michele Coiro e dell'area più di sinistra.
Ero politicamente a cavallo tra i due orientamenti e molto stimato da Michele: lui fu uno dei padri fondatori della genuina MD, assieme a noi tanti magistrati perbene
[UNA CHIOSA TRIBUTO: in mezzo a tutti quelli che ho conosciuto si era stagliato nel 1985, per autorevolezza intellettuale, Marco Ramat: un magistrato "storico" di MD di particolare intelligenza e l'unico a cui attribuivo stima vera, come intellettuale ed uomo, indipendentemente dalla sua collocazione, che gestiva tra l'altro con equilibrio].
Giovanni Buonomo si dimetterà da MD a breve distanza dai due attentati a Falcone e Borsellino entrando nella corrente dei "VERDI" fondata da Falcone; piazzerà un manifesto raffigurante i due magistrati dietro la sua scrivania, e se ne andrà poi via dalla Procura circondariale verso il Tibunale civile di Roma. Regalandomi  l'avvertimento amicale: " quello è pericoloso, io me ne vado". "Quello" era sempre  Giuseppe Cascini , ma io sapevo di "intrecci personali" o concorrenza "personale" tra loro risalente al 1991, e come al solito, non "allargai" la mia sfera di intuizione: mi mancavano elementi di conoscenza essenziali. Dell'episodio del 1993 quando incontrai davanti al bancomat al piano terra Buonomo e Racheli ( il magistrato che mandava al  Sant'Andrea ed a Paolo Girardi e Gabriele Sani i magistrati da "rimettere in carreggiata" ) e sulla battuta a me rivolta "il galletto che fa chicchirichì sul sacco della mondezza" ho già detto in un precedente articolo.          

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Stefano Pesciera il pendant di Giuseppe Cascini ma di molto più anziano e direi pressochè della mia generazione anche sul piano della formazione "politica". Dopo un pò di mesi da quando lo avevo conosciuto mi disse (nel  1991 credo),  anzi mi rivelò (col tono di chi voleva amicarmisi), che era stato un avvocato di "Soccorso Rosso" e politicamente di Democrazia Proletaria: veniva da Bologna ed era sposato con Nunzia D'elia, altra magistrato, anche lei lasciata a Bologna e che lo avrebbe poi raggiunto
Le uniche cose che accomunavano Cascini, Pesci e Buonomo, per quello che ne sapevo, è che erano tutti e tre magistrati (Buonuomo però del mio concorso), che erano soli a Roma (uno scapolo e gli altrui due single provvisori in attesa degli arrivi di mogli e figli) e che erano campani due e con moglie campana il terzo (Pesci). Roba ordinaria ed insignificante. Gianni era più geniale e simile a me, per certi versi, e un "bell'uomo" (del termine a me riferito, da Cascini, nella primavera del 1995, in pieno piacevole accerchiamento femminile io, tono e contesto,  abbiamo già detto). 
Ben sei o più uditori giudiziari del concorso del 1990 avrebbero avuto estratti e scelti  sei posti a Roma (posti  ovviamente messi a disposizione tra le sedi da scegliere secondo ordine di graduatoria, ma era cosa mai  successa prima nella storia della  magistratura romana), nella Procura Circondariale che aveva pure urgente bisogno di coprire i ruoli. Mentre del posto di graduatoria di Cascini che avevo conosciuto come uditore non avevo alcun dubbio, mi chiesi allora come avesse potuto essere così brillante un avvocato di Bologna, anzianotto e "preso", "occupato" (pensavo) dal lavoro. Se sei un avvocato con attività ben avviata, come è che entri  a distanza di molti anni in magistratura rinunciando al tuo avviamento professionale?! Semplicemente non mi era mai capitato di osservare un percorso del genere. Conclusi che aveva inseguito la carriera della moglie, ma era  una conclusione provvisoria e col punto interrogativo. 
Oggi sappiamo "qualcosina" di più ... che esce per intero dalle nostre vicende, e abbiamo qualche conferma chiara  in più ...
"Pesci in ambiente militare , e ..e guarda io però però una cosa di venti anni fa,  che è accaduto un fatto però non .. non mi va di dirlo e lo so che era proprio lui in mezzo "   ..  

"Pesci in ambiente militare , e ..e guarda io però però una cosa di venti anni fa,  che è accaduto un fatto però non .. non mi va di dirlo e lo so che era proprio lui in mezzo " 
Ma vi è anche un ricordo del 1991 di uno Stefano Pesci preoccupato e furtivo che, nella Procura dei grandi (noi eravamo Procura Circondariale, la Procura dei piccoli, secondo una pessima ironica dizione, profondamente errata),  entrava nella stanza di un pubblico ministero serio, Silverio Piro, morto recentemente di un male incurabile. Stavo girando per convocare i magistrati di M.D. della Procura Tribunale ad una riunione di sezione. Allora (non oggi) notai concitazione, preoccupazione, un certo disappunto per averlo io visto girandomi, e un atteggiamento da "topolone" che mi incuriosì. 
Oggi che sono "gatto" mi è ovviamente tornato alla mente.

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Il  1990 fu comunque anche l'anno della calata/ritorno a Roma di vari magistrati spesso romani,  sparsi in varie sedi d'Italia. 
Era arrivata alla procura circondariale, però come sarda dalla Sardegna, abbastanza fresca di separazione dal marito giurista e professore di diritto romano DILIBERTO (sì, proprio il DILIBERTO politico e poi Ministro di Giustizia )Delia Cardia (senza immagine fotografica pubblica), figlia del senatore PCI Cardia di Cagliari. Quello che mi stupì più volte era la conoscenza anche antica e direi abbastanza carbonara in alcuni atteggiamenti, della Cardia con Cascini e Pesci. Arrivai persino a pensare ad un rapporto segreto col primo, poi escluso come ipotesi "rilevante". Appartenevano con legame forte ad un'area comune, pensai allora politica; perchè ragionando con categorie del visibile politico, rimanevo solo interdetto dal fare carbonaro con cui avevo notato si convocavano a volte tra loro per discutere. Oggi definirei quelle convocazioni, senza mezze misure, come quelle di una "cellula"; allora non l'avrei nemmeno immaginato. Una "cellula" che oggi si è in cospicua parte trapiantata anche nella direzione distrettuale Anti-MAFIA della Procura di Roma (si indagano tra di loro viste le molteplici "appartenenze" ??) . 
Anche Delia Cardia fittò e poi acquistò un appartamento nella Roma centrale del potere politico e non solo politico, la Roma della sinistra PCI ed affiliati esterni, in zona Campo dei fiori. [A campo dei Fiori in affitto abiterà il futuro professore associato di economia ed "amico" dalla prima elementare, Fabio Ravagnani: "magriano" (da "Lucio Magri") come  lo erano Tony Stellato, Sandro Galiena, Carmine Fotia e via dicendo, ma lui elettivamente  legato a Famiano Crucianelli, di sui si raffigurava essere figlioccio, ed allievo del professore Garegnani con casa a Trastevere, campo dei fiori se non erro,  pure lui]

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Alla Procura circondariale di Roma arrivò Pierfranco Bruno, da Pescara, dopo una lunga e ben organizzata permanenza, inizialmente osteggiato da una banda di inferociti sostituti, sovraccaricati di lavoro, sol perchè si era presentato con una spalla lussata e aveva preso due mesi scarsi di aspettativa. Un ragazzone lievemente strano, astuto ma non brillante, figlio del Bruno aggiunto della Procura di Roma, poi avrei saputo ... discendente di una importante famiglia che ho definito ( vista l'ambientazione ) giuridico-massonica. Poi si è distinto anche  per un'ultima attività che lo ha scoperto. Ma avevo già notato ben altro

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Arrivò poi Nunzia D'Elia, moglie di  Stefano Pesci:
e si formò così il quartetto D'Elia-Cascini-Pesci-Cardia: quartetto attivo in crescendo nel 1991, soprattutto nei pettegolezzi. Ricordo che una volta a fine 1991 D'Elia (e tutti sapevano del mio antico e professionale impegno nel settore della sicurezza sul lavorocon fare intrigante aveva criticato con me un mio capo di imputazione su un infortunio sul lavoro, con osservazioni palesemente non pertinenti e non efficaci. Neanche replicai, pensando: "ma questa a che titolo dice una cosa del genere, oltretutto palesemente artificiosa?!". Analogamente Cascini, con fare che dire saccente sarebbe poco, fece (credo nel gennaio 1993) allusione di analoga inconsistenza ad una mia attività nel Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Roma, avendo io redatto un parere stra-favorevole su un Pretore del lavoro, semplicemente riportando nel parere che vi era stata una allusione negativa del Pretore del lavoro dirigente. Della guerra in corso nella Pretura del lavoro di Roma non sapevo nulla, e di Cannella nemmeno. 
Ma Cascini sembrava aver trovato un "neo" mio. (Estetista, dermatologo o insufflatore di dubbi e maldicenze "ad scalandum"?!).
Nell'Aprile del 1991 ci furono le elezioni per i membri del Consiglio della Corte di Appello di Roma, in liste bloccate (si votano solo le liste sostanzialmente, tutti a pari voti) ed io avevo preso fuori sacco e più degli altri oltre una quarantina di voti (mi sembra 42). Un fatto atipico mai successo.

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Arrivò poi Giuseppe de Falco, oggi PROCURATORE a Frosinone, col "de" minuscolo, come mi fece notare un paio di volte con sussieguo infastidito nel firmare uno dei tanti documenti da me stilati e sottoscritti da quasi tutti,  con tanto di legenda delle firme accanto: non si poteva esimere,  tra il 1990 e la prima e seconda metà del 1991.  
De Falco fece divenire subito il quartetto un "quintetto", e dei cinque era il più scivoloso e sfuggente: mai intellettualmente o ideologicamente brillante, con un profilo pubblico medio. Loro crearono l'alone dell'intellettuale intorno a De  Falco, io non ho mai stimato le cose che scriveva in diritto perchè ordinate e "pulite" ma didascaliche e scolastiche dal mio punto di vista. Le cose che ecriveva poi in  materia di sicurezza  erano altresì palesemente astratte e prive della linfa e profondità  di chi applica settori normativi concretamente,  e con efficiente professionalità mirata al risultato. Attività para-intellettuale separata, da carriera accreditata, in parallelismo perfetto al mio concreto lavoro e ruolo nella sicurezza e salute del lavoro: ritenevo e ritengo insomma che fosse un'attività para-intellettuale destinata  solo a fini di circuiti "ristretti" interni ed altro sopra detto. Una certa mia esperienza nel mondo accademico di produzioni "librarie" troppo intense ... mi lasciava infine scettico: mentre si fa il magistrato a tempo ipoteticamente pieno poi come si fà ad essere così "prolifici"  ?! 
Una conferma generale sulla catena di montaggio la ebbi da un noto esperto di sicurezza che sapeva morte e "miracoli" di settore, della Pretura, Procura Circondariale e poi Procura di Roma. 
Ero io un "artigiano"self made,  invece ( blog in costruzione ). 
Ma ho sottovalutato un  libretto  con autore Giuseppe de Falco sul MOBBING  del 2006 o 2007 mi sembra, di quelli da "catena di montaggio", mi fu fatto intendere da Agostino, che me lo portò in visione, allusivo . 

E mobbing orizzontale e verticale e protocolli sono "parenti": uno  pubblico, gli altri segreti. 

De Falco fu il primo lucido e manipolatore ad applicare oralmente davanti a me  il "protocollo", in una riunione dei colleghi di MD da me convocata  per illustrare i fatti da Cecchignola in poi e almen il contenuto di quella che sarebbe stata la futura denuncia a Perugia, riunione tenuta nella stanza di Delia Cardia: con melliflua e affatto duttile insinuazione  formulò l'ipotesi che avevo bisogno di riposo e ovviamente, come alla "Ferrara maniera" ( Giovanni Ferrara il Procuratore di Roma oggetto della mia denuncia del 7 marzo 2011), lasciò intendere ai presenti che mi occorreva assistenza ... Ovviamente l'ottanta per cento dei presenti era claque contigua  e non avevo più il polso esatto dela situazione della corrente interna.
Solo tre  mesi prima Simonetta Ferraro,  aveva velenosamente fatto pressione su di me, in una telefonata , esclamando e svelandosi, con fare intimatorio ( risibile)  "sei solo contro tutti". La frase indicava la "condivisione" e la scelta predeterminata di farmi fuori dopo aver cospirato per decenni, non potendosi questi apparati sotterranei permettersi  che la cosa mia divenisse pubblica nè, tantomeno, che ne divenisse pubblica una analisi completa e dettagliata. Ma significava solo che ero accerchiato da un apparato potente e "criminaluccio" ,  condiviso,  che contava sul mio isolamento totale. 
Cascini, e  ancor più Pesci e de Falco, soffrivano particolarmente il confronto pubblico con me, sia in sede tecnico professionale (specialmente in organizzazione e gestione informatica e in materia di sicurezza e salute del lavoro)  che in sedi istituzionali e politiche esterne non alla portata intellettuale ed oratoria della micro-cordata, che pure si andava lentamente allargando sempre facendo da claque a sè stessa.
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In Procura circondariale erano arrivati subito Maria Monteleone,   Paolo Auriemma,
poi  Rolando Sabelli, e altri, tra gli ultimi Luca Palamara

lentamente e letteralmente assorbiti,   ma ricollocati all'esterno dalla cordata che saldava, omologava e a mio avviso inseriva in circuiti  prima talvolta a loro ignoti i magistrati ( conservo un ricordo preciso nel 2002 di un mutamento visibile di immagine e atteggiamento di Sabelli che mi aveva all'epoca colpito .. ). Attualmente dal 2011 si palleggiano ruoli, scalata e attività : la cordata della procura romana ... al "poder" ... ma sino a quanto ?!
E quando le due Procure vennero unificate, nel 2000 dovettero subire "l'onta" ennesima  di un ruolo mio importante  di ausilio diretto alla organizzazione complessiva ed informatica dell'ufficio unificato, e scalpitavano , eccome se scalpitavano... 
Quando nel novembre 2012 Paolo Auriemma in una telefonata sempre registrata disse a me che " il quadro di insieme  era chiaro"  anticipando il provvedimento finale progettato da anni, capii , letteralmente indignato di quell'atteggiamento ipocrita e "criptico",  che ero stato realmente accerchiato da tanti anni  e potei ipotizzare che persino le visite di Gallo a Maria Cordova a questo servivano,  nell'aprile del 2011, anche. Si doveva nascondere l'ordito, fallito intorno alla Cecchignola, ad ogni costo
Nel CSM oltre a Paolo Enrico Carfìl'AVV CALVI c'era nel 2011 anche Vittorio Borracetti, l'alter-ego di Claudio Castelli, alternatosi come segretario di M.D., una M.D. ignota alla gran parte dei magistrati per bene che aderivano ed aderiscono a valori ed idee. 

Avv prof. Calvi

Vittorio Borraccetti


































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































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In Procura circondariale arrivò dal ministero di Giustizia, credo a primavera del 1991, Riama Sarète (uso questo pseudonimo perchè rivelatasi per un verso non originariamente intranea a quel "gruppo", e diversa da costoro,  e anche per aver io sottovalutato quello che le accadeva tra il gennaio e l'aprile 1992).  Una donna magistrato equilibrata, di origini campane, che rivelava una simpatia per me, che ricambiavo: si era in realtà immessa, dopo un pò che era arrivata alla Procura circondariale,  in  una vicenda personale presto finita, con "altra" persona  ( a monte vi era un suo storico e canonico rapporto ufficiale in crisi,  con uomo impegnato in un lavoro di rilievo in sede estera - New York).
Sarète entrerà in uno stato di palese confusione e stordimento nei primi  due mesi del 1992all'epoca mi riferì  di curiosi episodi su cui lei rifletteva preoccupata, compresa una incursione in dialetto napoletano e una "manàta lì", mentre su un motorino percorreva l'olimpica da Montesacro in direzione di piazzale Clodio. Viveva sola a Montesacro, e ciò facilitò l'approccio di Giuseppe Cascini; e credo che la sua presenza in una delle due case accanto a piazzale Clodio fosse stata  diremmo "agevolata" da accadimenti  di cui lei aveva una qualche confusa preoccupazione. Preoccupazione che invece a me, povero deficente, apparve allora smodata ed incomprensibile. Ora mi consta che vi siano le condizioni per cui lei  possa essere retroattivamente meglio consapevole, dopo una separazione legale  ingaggiata con l'uomo pericolosetto sposato, definito come fu definito da Michele Coiro parlando con me seduto al bar dietro gli uffici giudiziari nel febbraio 1995. Mi chiedo ancora perchè Michele non mi  disse di più quel primo pomeriggio. 
Nel novembre 1991 vi fu una scena indimenticabile: Giuseppe Cascini nella sua stanza da "piemmino", che scoppia in un breve pianto anche un tantinello nevrotico e malato e mi dice: "lascia perdere Sarèteti devi togliere di mezzo...ti devi togliere di mezzo". Replicai stupito e diretto: "ma di che parli ... ma fai sul serio ?!" spiegandogli che io non ero "in mezzo", e lo lasciai lì seduto alla sua scrivania. Ero andato da lui, come facevo con tutti, a portare un breve documento per organizzare l'assemblea dei colleghi. 
Quello che accadrà dal 1992 in poi è "anche" frutto di questa miscellanea di umori e vicende "personali" . 
Cascini ottenne l'ambita preda attirata nella sua ragnatela anche immobiliare,  e la sposò;  e l'unica volta in  cui misi piede già single io  nella casa di Sarète  durante una piccola festicciola-ritrovo dei magistrati della Procura in particolare,  notai uno stato confusionale di Sarète nella cucina: me ne preoccupai, ma pensai ... sono affari suoi.  Me ne pento, occorre essere sempre attenti a chi ci circonda aiutandolo se possibile, nei limiti del possibile. 
Sarète nel lontano 1995 (già trasferitasi dal 1994 dalla Procura ad altro ufficio giudiziario) alluse esplicitamente a possibili trame, e mi disse "con questa storia che sei un bell'uomo e piaci alle donne, ti farai mettere in mezzo"  .... nei guai. Lo disse un pò acida ma non per sua propensione personale,  mai vissuta concretamente: mi avvisava e metteva in guardia a modo suo, e sembrava mettere l'accento su un costume di vita da single . Io dal canto mio non potevo  capire, ma appiccicai il post-it giallo alla  mia parete cerebrale. 
Era l'anno di CeciliaLaura e poi la Silvia Canali
Nel 1992-1993 si era distrutto il rapporto di coppia con Daniela: la prima ragazza, donna e moglie della mia vita per ben 20 anni, a contare i tre  anni del liceo. Era venuta dal Giulio Cesare del Parioli-nomentano-corso Trieste, in primo liceo all'Orazio,  ma ci conoscevamo sin da ragazzini  nel  quartiere Montesacro.  Nel 1992-1993 ancora non capivo bene cosa fosse successo e nulla sapevo degli "intrecci" di cui avrebbe scritto il CSM nel 2012, lasciandomi esterrefatto persino dopo. Ma nel 1992-1993 colsi le attività  di un fratello , l'AVV. Marco Ferraro, che non valutavo e da cui mi distanziavo anche a tutela del mio ruolo indipendente. Anche lui assurse nel 2009, dopo tentativi falliti, a provvisorio e parziale vincitore: novello Pirro di una cordatta di Pirri, una partita volta alla distruzione di uno dei migliori, estraneo per vocazione ed indipendenza ad apparati mariuolate e cordate massoniche:  una partita caratterizzata da una  "eterogenesi del fine ", e che veniva da lontano.   

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Nella  Procura circondariale era arrivato il giorno prima della  data della sua "nascita" istituzionale, con il nuovo processo "accusatorio", il 23 ottobre 1989, Giuseppe Corasanitilo conoscevo all'università dal 1976. Saremmo divenuti insieme a Giuseppe Amato, anche lui magistrato e anche lui nella Procura Ccircondariale, collaboratori assistenti volontari della cattedra di diritto privato nel 1980. Chi fosse e quale curriculum avesse Giuseppe C. lo potete vedere sulla rete, ma potete immaginare come patisse il confronto diretto con chi vi scrive. E sin dall'epoca dell'Università. Viaggiavo, come dirà l'11 gennaio del 2011 il "facetopsichiatra dott. Paolo Girardi, (ma già allora),  "alla velocità della luce" ed ero il "pirotecnico" ( così mi definiva ripetutamente il professore dinanzi agli occhi smarriti e cupi degli altri assistenti volontari giovani,  assistente volontario io, già impiegato  pubblico dal 1976). Tra di essi e futuri magistrati GIUSEPPE AMATOGIUSEPPE CORASANITI ma anche e direi soprattutto  DONATELLA FERRANTI 
(quest'ultima più strutturata, determinata e, per sue doti,  ancor più consapevole delle mie caratteristiche e doti: mi inviterà ad un convegno a Viterbo nel 1988, e l'eco dei complimenti suoi e l'atteggiamento ed osservazione pubblica in quel convegno e subito dopo la mia relazione. del suo mentore politico in magistratura MARCO PIVETTI - attuale Presidente della sezione
tributaria della Corte di Cassazione- ancora li ricordo: stima fuor di misura quasi esagerata dopo la mia relazione intervento su un tema generalelocalizzazione delle opere publiche e tutela dell'ambiente, con riferimenti infine anche alla edilizia penitenziaria. Un ricordo questo mio non secondario:
Donatella diverrà prima segretario del CSM poi parlamentare  poi presidente della Commissione Giustizia della Camera,  appartenendo al  gruppo parlamentare del PD e relativa commissione gisutizia. Lei e Marco Pivetti sanno, sapevano e sapranno esattamente chi sono e quanto valgo e valevo... e  lui stesso, nemico  mio infine dichiarato dall'epoca della cacciata ad opera mia di Cascini e Pesci dalla segreteria di MD nel 1994, non ne faceva mistero già nel 1988. 
E' Marco Pivetti (senza immagine fotografica reperibile in rete ) che guiderà negli anni novanta l'ascesa di questo "apparatino" in forte scalata, ed io che arginerò o tenterò di arginare sino al 2004 solo alcune nefandezze,  su una sponda diversa,  idealmente. 
Non avrei mai accerchiato con metodi criminali nessuno, e tantomeno tentato di far fuori "per stima" un uomo: alcuni  si ergono sulla eliminazione dell'altro, specie se migliore, così come fece D'Alema con Occhetto.  A me mancava allora la chiave di lettura storico strategica, e quella "sotterranea". 
Il resto è  analitica recente e  generale informazione e storia.





Novum purgamentum ( Nuova mondezza ) . DUE SCHERZOSI E VIRTUALI CONCORSI PER SDRAMMATIZZARE Posted on 12 marzo 2014 by cddgrandediscovery


Jesus FRanco
Novum purgamentum ( Nuova mondezza ) . DUE SCHERZOSI E VIRTUALI CONCORSI PER SDRAMMATIZZARE Partecipate commentando e valutando ( in astratto ed in anonimo) secondo logica e criteri : è un gioco serio e si chiama accerchiare insieme con intelletto e coraggio il “pergamentum” che si è incistato nel cuore dello Stato ). PARTE PRIMA. Alle 00.05 del 14 gennaio 2014 si … Continua a leggere  

IL TERZO VIDEO AUDIO . Una attività orchestrata allo scoperto per distruggere Paolo Ferraro . In troppi sanno chi siano il pessimo autore & company ” .

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Una attività orchestrata allo scoperto per distruggere Paolo Ferraro. In troppi sanno chi siano il pessimo autore & company IL TERZO VIDEO AUDIO I tre brevissimi frammenti audio del primo audio video che ascolterete in automatico per pochi secondi servono a farvi rendere conto immediatamente (voi che lo conoscete personalmente) di chi sia “JESUS FRANCO”. L’autore di una ennesima e delle … Continue a leggere 

IL QUARTO VIDEO AUDIO. La macchinazione autoimplode. IL TENENTE COLONNELLO ANDREA RAFFAELLI, Il MAGISTRATO GIUSEPPE CORASANITI, l’Avv. PAOLO FRANCESCHETTI e IL MAGISTRATO PIER FRANCO BRUNO . E ROSSI e PESCI e CASCINI e vari spezzoni di una attività criminale persecutoria.

pierfrancoIL QUARTO “micro” AUDIO. La macchinazione autoimplode. E POI IL TENENTE COLONNELLO ANDREA RAFFAELLI, Il MAGISTRATO GIUSEPPE CORASANITI, l’Avv. PAOLO FRANCESCHETTI e IL MAGISTRATO PIER FRANCO BRUNO . E ROSSI, PESCI E CASCINI .. e vari spezzoni di una attività criminale persecutoria. Leggete, ascoltate memorizzate e poi riverificate, ascoltando, e chi capirà non si senta troppo male, inorridendo. Nel corso della …Continue a leggere 





I DIAVOLI IN TERRA FANNO LE PENTOLE MA NON I COPERCHI E SONO ANCHE IDIOTI.


devil
IL DIAVOLO FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI.  I “DIAVOLI” IN TERRA POI SONO ANCHE IDIOTI. “Beep Beep stana una filiera di willy cojotes”   BORDER NIGHTS: una bambina innocente, due professori universitari di diritto ed economia,  folli e malati, la madre della bambina, un ufficiale che lavora anche per i servizi, nell’ombra, due co-conduttori della trasmissione radio e  Paolo Ferraro  … Continua a leggere  

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Dalla direzione Generale degli Istituti di Prevenzione e Pena del Ministero di Giustizia, arriverà sempre nell'ottobre 1989 alla Procura Circondariale Salvatore Vitello, alias Filippo: un personaggio palermitano, militare a cavallo della vincita del concorso in magistratura 1983, e sarebbe per questo entrato concretamente solo col mio corso del 1984 ( !! ): di medio profilo, manterrà invece ruoli di potere e presenza ministeriale forte che abbiamo già dettagliato in un precedente articolo e video audio 

I MINISTRI OMBRA E L'OMBRA DEI MINISTRI. La telefonata del 24 gennaio 2011 al consigliere Salvatore Vitello. 

Un ruolo da eminenza grigia ancor più sotterraneo di quello di Pesci e del peso "sub-istituzionale" forse maggiore di quello di  Cascini. 
Di tutto quello che ho saputo e potrei enucleare didascalicamente,  racconto qui solo un suo ripetuto alludere alla "bella mogliettina che avevo", "peccato che vi siete lasciati", frasi centellinate e ripetute a distanza di due o tre anni sempre con fare affettatamente paternalistico e direi neanche tanto impercettibilmente allusivo. Non era e non è un Andreotti, e invece di monitorare mi aveva fatto ripetutamente insospettire ... senza conclusioni mie, poi raggiunte. Nei vent'anni dal 1992 al 2011 mi sono sempre ben guardato dall'illustrargli fatti e sospetti ragionevoli e dal fargli capire alcunchè. Così ho raccolto sei  o sette "fogliettini gialli" "post-it utili" (come li chiamo),   e l'ultima telefonata in cui rientra in argomento con suggestione accorta del tipo "quando si lavora ... così tanto vanno in crisi i rapporti di coppia". Sotterraneamente investigavo, senza saperlo,  solo "osservando" di fatto per venti anni e memorizzando attentamente, la qual cosa mi viene naturale;  così mi sono ritrovato ad accertare o capire tante cose. 
Sicchè hanno imbastito quello che hanno imbastito, così contortamente e con attività complesse,  e alla fine protocolli di "ultima specie"; ma senza potermi affondare definitivamente, da ultimo. In parte li aspettavo al varco, ma da persona sana: distinguendo sempre tra dati, fatti, sensazioni obiettivabili, intuito e vaglio critico. Niente paranoie, per loro odierna disgrazia.
E mai, dico mai, una logica amico-nemico : assertivamente solo idee, valori, azioni, realizzazioni. 

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Ma la figura che va ora NESSARIAMENTE tratteggiata è quella di Fabio Ravagnani (di cui non si trova immagine "fotografica" pubblica): "l'amico di infanzia", elementari medie inferiori e superiori insieme, un padre architetto, famiglia paterna nel cuore del Tufello, separazione burrascosa del padre dalla madre nel 1968. Una leggenda familiare o realtà su un padre violento, e altre cose più delicate mai indicate chiaramemnte. Fabio intelligente ma strano, per alcuni versi, che mi porterà con lui nel 1968 a vedere il film di Polanski "Rosemary's baby"; lui era consapevole, mentre io entravo a vedere il film per una mera curiosità senza collocarlo se non nel limbo del cine-amatoriale  (e per entrare raccontammo di avere già 14 anni). 
Fabio Ravagnani con un "padrino" di Torino (chi fosse non lo ho mai saputo), Fabio "studioso" di economia in crescendo,  che riceve borse di studio e comincia a viaggiare nel mondo e negli Stati Uniti a ventidue anni, e che seguirà corsi di specializzazione per anni ed anni a Cambridge. Fabio di cui e del cui sviluppo personale sapevo poco negli anni ottanta,  ma che ritenevo affettivamente il mio amico di infanzia di sempre. Fabio Ravagnani che, dopo un periodo all'università di Frosinone (dove  era diventato procuratore capo Giuseppe de Falco nel 2009, mentre Nunzia D'Elia diveniva Procuratore Aggiunto a Latina e Paolo Ferraro veniva sottoposto ad un sequestro di persona e ad una attività criminale ormai dettagliatissimamente illustrata a "pubblico qualificato"),  vedrà improvvisamente accelerarsi la sua carrera universitaria nel 2012. 
Fabio Ravagnani che monitorò nel 1992 la crisi che credevo di coppia con Daniela insieme a Sandro Galiena avvocato e solerte amico, e che monitora insieme a Sandro l'ingresso nella mia vita da single di una avvocato Laura (importante), andandola a vedere nella manifestazione di destra (!!) in quel del marzo del 1995 in piazza di Montesacro, mentre Sandro la incontra a studio suo e in zona corso Trieste verso le 12 e io a stupirmi delle casualità.  Lo stesso Sandro Galiena  che nel balcone di casa sua (presenti Fabio e Tony), anno 1985, osserva  che "Daniela era la mia ancora a terra indipensabile" essendo io un "areostato" (percepii alloradistintamente  entrambi i concetti : atto a volare alto ma al contempo che si poteva far perdere nel cielo, togliendogli l'ancoraggio). 
Sempre Fabio Ravagnani  monitorò la vicenda della Cecchignola intervenendo attivamente, "chiamato" dall'avv. Petrucci Luca (quello della trappola di Cancrini e della semi confessione  al  volo  del  2010,  anche  lui  del MANIFESTO  poi divenuto dark o se preferite rosso mattone tendente al bruno condiviso, parlando di politica .. sotterranea).      Andarono a visionare domenica 14 novembre 2008  la casa della Cecchignola e proprio Sabrina, che reggeva una difficile parte, e che era anche  minacciata nel vivo ("mi toglieranno il figlio" - n.d.r. se parlo - diceva,  anche dopo il primo incontro con Cancrini).  
FabiRavagnani delle cui troppe domande terrò nota, e che teneva a sapere come mi stessi muovendo nel 2008 2009 ma soprattutto nel 2011 e 2012; e che ci teneva a farmi sapere che dovevo smettere di analizzare pubblicamente, a due passi dall'aggressione clamorosa mediante istanza di nomina di amministratore di sostegno (così scoprendosi per i non-argomenti che usava e che lo appaiavano all'ex Procuratore di ROMA e Procuratore Generale della Corte di Appello di Roma Salvatore Vecchione). 
Fabio a cui racconterò nel dicembre 2012 che avrei interrotto la attività informativa, allontandomi invece per sempre dall'amico simulatore ... avendo capito quanto bastava per decidere di non averci più a che fare. 
http://cdd5.blogspot.it/2014/11/i-diavoli-in-terra-fanno-le-pentole-ma.html

PARTE SECONDA: 1992. Una trama,  non solo romana, anche intorno al magistrato Paolo Ferraro, e la  ritirata dalla Corte Costituzionale di Marco Pivetti e Agnello Rossi.
Nel gennaio/febbraio del 1992 venni chiamato dalla Presidenza della Corte Costituzionale a far parte di un gruppo di lavoro creato dalla Presidenza stessa, cumulando così il lavoro al Consiglio giudiziario e il lavoro in Procura al nuovo impegno, e scegliendo di non chiedere esoneri di alcun tipo. 
Ero reduce dagli scontri interni su Falcone nella sezione romana di MD, da me ormai dettagliatamente illustrati nella loro effettiva portata. Portata nascosta all'opinione pubblica,  prima che ne svelassi reali contesti, e capita da me bene solo dopo quello che ho patito e poi adeguatamente ricostruito. 
E accadde un fatto "imponderabile" normale, ma anche da protocollo di destabilizzazione affettivo familiareTra il febbraio marzo ed aprile del 1992, direi improvvisamente, mia moglie Daniela viaggiava trasognata ed estatica tra le pareti di casa e la mattina volava al lavoro. Poi saprò da lei che le avevano dato un badge a parte per uscire liberamente a febbraio "vista la riorganizzazione interna", e che usciva dall'uffìcio ogni giorno per tutta la mattinata (a Porta Pia, e  si recava in zona Parioli Nomentano, Corso trieste, facendo stampare le foto delle vacanze, andando al bar sempre a tarda mattinata e così via, come da numerosi scontrini ovviamente visionati per capire se potessse succedere qualche cosa  alla moglie di un magistrato in vista... ). Una esplosione di fuoco ad aprile e la mia "rincorsa" di sensuale amore: eravamo una coppia storica e io persona aperta, addirittura reduce da un percorso decennale con "reciproche" concessioni (ci eravamo sposati giovanissimi ed in epoca "libertaria"), ma la situazione si andava sgretolando e poteva forse sembrare una normale crisi da "invaghimento" ed annessi. Poi Daniela farà esplicitamente intendere che non di quello si trattava, e quindi di "un" ben altro che iniziò ad illustrarmi parlando di sue uscite con quattro colleghi: racconto che io interruppi subito. Più importante forse  fu sapere che l'avevano messa in stanza con un Giovanni di una potente famiglia cattolica, parente di un vescovo ed in odore di poteri forti di Chiesa. Ma allora la informazione trapelata non mi significava nulla.  Nella settimana di fuoco primaverile del 1992 (amore), alcuni comportamenti ... intimamente accresciuti e sviluppati, ma raccolsi anche alcune frasi  incomprensibili e strane, pronunciate con tono trasognato; "io prendo quello che viene " e in precedenza " io ne ho bisogno tutte le mattine verso le 11" (nomenclature tipiche .. bah  ?! sempre in tono trasognato ... per me era "arabo", da imputare semmai ad una tempesta ormonale impensabile solo un mese prima).
La mia interpretazione banale ed ordinaria, allora, fu quella che immaginate; ma era e si rivelò inadeguatissima.
In piena crisi mia di coppia esplodevano le bombe di Capaci e poi di via D'Amelio, e resistetti nella  coppia un bel pò; "lasciato solo", e nonostante o forse proprio per la bomba affettiva deflagrata a via Tilli, che mi rese impossibile costruire altri rapporti veri e una qualunque alternativa. Sicchè nella più nera disperazione ricorsi anche, ricordo, a rimedi antichi:  mi univano anche tre bambini cui volevo molto bene (Francesco e Federica "certi" di data e antefatto: Francesco voluto programmaticamente sino in fondo, una partita della semifinale di coppa del mondo del 1982 ed il seguito dopo, in tenda a Villasimius, e Federica, un 6 gennaio  1990 la notte a casa senza  bambini,  dopo una festa da Stefano e Patrizia, amici montesacrini di Daniela dalla pubertà ed anche miei, direi per bene per non accomunarli in alcun modo nel racconto dettagliato e preciso che sto facendo. Una analisi e racconto necessari, alla luce di tutto quello che è emerso con prove dirette, affinchè tutti possano capire meglio,   immedesimarsi entrando in empatia e quindi sentire e comprendere  a fondo ).   
Immancabili nel "monitorare" e nella presenza assidua i tre del nucleo montesacrino del MANIFESTO "dark", e segnatamente tra essFabio Ravagnani e l'avvocato Sandro Galiena; ricordo un pomeriggio a casa mia con presente Daniela,  a crisi e destabilizzazione avviata, che teneva riservatamente un'aria sorniona, per me incomprensibile e che notai stupito. In realtà era del tutto plausibile e ovviamente non sgradita una partecipazione amicale loro, ma che ne sapevo io di cosa covava sotto le ceneri ?! 
Mio fratello Marco Ferraro tentò di attivare una trappoletta nella mia sfera con l'ausilio di mia sorella Simonetta Ferraro (un mio delirio di gelosia .. sic!). E mia sorella era la stessa che in piena anoressia era venuta a trovarmi la estate del 1990 al CIRCEO al mare, lasciandomi lievemente stupito.   E poi ci sono molte  altre cose: ascoltai infine la  telefonata di Marco Ferraro a mio padre del 1993 alzando la seconda cornetta della casa paterna, e avevo osservato un iniziale muoversi comune con Daniela Plocco sul protocollo da costruire.
Non intravedo nessi concreti e precisi con il fattaccio del magistrato della Corte Costituzionale,   ma sono cose che mi lasciano oggi riflettere persino su quei  fatti,  diversi.
Ed è  la intera rilettura  di strategie criminologico-psichiatriche e/o mediante dinamiche orientate interferenti nella sfera psico affettiva ( Tavistock e altre scuole ) e  dagli anni novanta in poi,  che contribuisce a un non peregrino banale punto interrogativo. 
Il fatto esploso dagli uffici della Corte Costituzionale non avveniva nella casa della funzionaria dal meraviglioso "viso rinascimentale" e funzionario marito, che pure vivevano  vicino al Divino Amore, ma soprattutto non era nato in un qualsiasi ufficio pubblico. 
Mesi prima avevo incontrato ad un baretto su via nazionale vicino alla Corte Costituzionale Agnello Rossi, che mi sembrò letteralmente stravolto e anche un pò verdolino in viso. Inoltre sapevo per certo che il presidente della Corte, pur essendo un vero giurista autore di una celeberrima giurisprudenza "genovese" e poi di Cassazione, era letteralmente inviso alla cordata migliorista che ne sparlava per come avesse raccolto persona per persona i voti dei magistrati di Cassazione per la sua elezione a giudice costituzionale.  E alla Corte era anche addetto fuori ruolo Marco Pivetti, la "eminenza" dell'ala migliorista e dei lavoristi romani ... anche lui del quartiere nomentano alto-viale Libia-Corso Trieste, la Parioli allargata dove stavano quasi tutti.  
Quando a luglio inoltrato parlai al Presidente della Corte Costituzionale per cinque minuti e gli dissi che mi si era aperto inaspettato un fronte interno, lui fece un parallelo niente affatto banale con la storia che aveva schockato la Corte Costituzionale e mi disse con aria intelligente e non paternalistica  "occorre stare attenti .. bene .. a quello che accade negli ambienti di lavoro di questi tempi". Dal tono voleva dire ben di più ...
Pivetti  e Rossi si "ritirarono" dalla Corte, rientrando in ruolo .... 
TORNANDO INDIETRO ALL'AGOSTO 1990 ... e state ben attenti ... 
Ignaro ero io, ignari erano tutti. Ma quando nell'estate del 2013 un amico "informato" mi illustrerà alcune dinamiche e piste criminologiche facendo una ipotesi consistente su di me ... e sulla ipotesi della creazione artificiale di un profilo patologico-criminale, riflettei e rimasi incuriosito sino alla mattina dopo (si nuotava al mare). Era l'unica ipotesi che in effetti potesse dare una qualche spiegazione globale a quel pateracchio di  balle diagnostiche in crescendo e poste in nuce come spunti artificiali sin dall'inizio,  e quella ipotesi poteva illuminare la direzione cui apparivano quasi mirate.  
Si ricordava lui, come mi ricordai  io, di un disegno di un pupazzo margherita lasciato o trovato sul luogo dell'omicidio di Simonetta Cesaroni, e mi ricordai o mi disse lui di un qualcosa di simile lasciato e fatto trovare dopo il furto al caveaux della banca di Roma svariati anni dopo, all'interno del palazzo di giustizia (palazzina B) di piazzale Clodio. Un chiaro segnale, con coinvolgimento di criminalità non di basso livello: a Roma come si alza il livello si arriva ad eversione nera, di solito. E ai servizi, deviati quasi sempre. Quel disegnino di pupazzo margherita mi ritornò alla mente come non solo visto su un quotidiano, ma facente parte di quel pomeriggio accaldatissimo, nella stanza  del collega super informatico ... La chiacchierata estiva del 2013 ha colorato di una nuova ulteriore luce le mie riflessioni.  Poi grazie ad una informata avvocatessa molto ordinata ed organizzata ho rimediato una interessante pubblicazione che propongo a tutti ... ma soprattutto agli investigatori e pubblici ministeri seri e professionali .... 
"Mi scuserete" se sono disordinato e parto dalla pagina tre .. BEN  INGRANDITA . Di seguito rimetto tutto in ordine di pagine .. 



                                                                                

Certo ripensando al mio ruolo,  ai riconoscimenti ed alla marcia da me innestata, e alla frase "sei uno ingombrante da eliminare" con ghigno moderato elargitami da Giuseppe Cascini nell'autunno 1991,  prima che iniziasse una riunione di M.D. , qualche dubbio più consistente mi sarebbe dovuto venire nel 1992. Ma lesinavo ipotesi e supposizioni non avendo elementi concreti verificabili, e quando raccogli i cocci affettivi .. sei obiettivamente distratto. 
Oggi le cose sono completamente diverse, e persino le sorti di allora di Sarète (da almeno due anni "liberatasi" mi è stato confermato),  Sarète stessa  le potrà leggere  in modo diverso.  

PARTE TERZA: 1995. Un assurdo agguato disciplinare fallito ed il piacevole accerchiamento femminile: tre ruoli individuati ricostruiti.

Quando nel maggio-giugno 1994 avevo terminato una mia "invenzione" automatizzata chiamai il collega Adolfo Di Virginio nella mia stanza e gli illustrai idee, metodo, mezzo (il programma compilato), facendo vedere qualche piccolo esperimento coi miei fascicoli e relativi database  estratti dal  registro generale informatico.
Adolfo che è persona intelligente, pur non essendo informatico capì al volo. Illustrai al Procuratore l'idea (eravamo in conflitto "storico" sulla specializzazione, per me necessaria tra i PM, ma da lui aborrita dichiaratemanet per il pericolo del crearsi di sacche di potere ingestibili) e la sperimentazione ATZ partì. Presi in meno di quattro mesi svariate migliaia di fascicoli per reati automatizzabili, completai il programmino e gestii le modalità di classificazione codificandole (si trattava di aggiungere alcuni brevi codici nel registro generale in sede di immissione delle notizie di reato preclassificate). Il programma faceva tutto da solo con un click e produceva completi tutti i provvedimenti necessari alla gestione del fascicolo: ATZ il canale e flusso dei procedimenti (AutomaTizZati). Funzionava. Per poter gestire lavoro attuativo e contemporaneamente i seimila procedimenti  avevo chiesto di poter restituire poco più di un  migliaio di pendenti,  già tutti prelavorati sinanche nel capo di imputazione e molti in attesa di sola data di udienza. 
A ciascun PM vennero riassegnati tra i trenta e quaranta procedimenti miei prelavorati, moltissimi. La cosa non fu nè compresa nè gradita. Uno dei PM, proprio il GIUSEPPE AMATO che mi conosceva dai tempi dell'UNIVERSITA', in palese ostentato accordo con Cascini, e con un gesto di intesa da parte di quest'uptimo, che io colsi in una assemblea "topica" dell'pttobre 1994,  oltrechè "attaccare" la cosa pubblicamente ne pensò una bella. 
Per una ventina dei   42 procedimenti riasssegnati arrivatigli chiese un'archiviazione al GIP motivando che i fascicoli erano stati riassegnati dopo la scadenza del temine "per le"  indagini di sei mesi. e quindi non si potevano trattare. Ovviamente i giudici delle indagini preliminari li restituirono pressochè tutti, dicendo non c'è nulla da fare, occorre solo decidere se rinviare a giudizio, emettere decreto penale o richiedere archiviazione nel merito perchè non sufficienti le prove o non sussistente il reato ( e vi erano persino il decreto citazione pronto con il capo di imputazione e l'udienza richiesta in alcuni casi, e  le indagini, semploci, già fatte ). I provvedimenti di restituzione dei procedimenti vennero tutti nientepopòdimenoche ricorsi in Cassazione (un rimedio straordinario e atipico) ipotizzando strumentalmente che i provvedimenti dei GIP fossero "abnormi" (?!). Tutti i ricorsi ovviamente vennero respinti  ma un paio accolti e sostenuti da un Sostituto Procuratore generale della Cassazione in udienza, GERACI. Un collegio della Cassazione accolse il ricorso con una non motivazione che lascio immaginare (dopo sei mesi i fascicoli non trattati muoiono di infarto, grosso modo ...) e il Sostituto chiese la trasmissione degli atti alla sezione disciplinare, perchè si ipotizzava una mia incuria e negligenza grave. Vi lasco immaginare come fosse un non senso cio', per il semplice fatto che gli altri Pm della Procura circodariale avevano sino ad un massimo pendente in stanza di cinquemila fascicoli ciascuno. Invertendo la realtà, si era costruito artificialmente un "lavativo" passibile di rilievi disciplinari su un caso solo o di approfondimenti sul nulla. Ovviamente fu tutto una gigantesca bolla di sapone e la istruttoria disciplinare si tramutò in una esaltazione della professionalità, attività e persona di Paolo Ferraro. Mentre, ho saputo dopo, il CNR studiava nel settore destinato al vaglio della intelligenza artificiale la procedura e programma ATZ (questa era una esagerazione di segno opposto, che servì in realtà per monitorare chi fosse e quanto intelligente o meno Paolo Ferraro:  ne abbiamo parlato in precedente articolo). UN FLOP clamoroso, un dispendio di attività istituzionali e vari trucchi inutili. Ma la posta in gioco non era la attività mia ma la mia persona. Respinta al mittente la manovra, hanno completamente escluso che sul piano del lavoro o della professionalità potessi subire un qualunque attacco di qualunque tipo. E radicalizzarono solo il metodo TAVISTOCK ed il protocollo psichiatrico poi, preparando il terreno. 
Di Cecilia, la magistrata che fece forfait declinando implicitamente la missione, abbiamo detto nei passati articoli; di LAURA abbiamo accennato diffusamente in precedenti articoli. 
Oggi spieghiamo che si era alzato di molto il tiro, e la persona che aveva assiduamente "frequentato" Scopelliti (il professionale magistrato del processo sulla  strage di Milano, cui era destinato il ruolo della accusa in Cassazione per importante processo di mafia, ucciso con un colpo di pistola a Reggio Calabria nel 1990) non era un manicaretto, era un potente cannone. La bella ma anche intelligente avvocatessa, che mi conosceva anche da ragazzo, si  era fatta "largo" in Cassazione come intraprendente laureanda, laureata poi e avvocatessa; aveva chiuso l'armadio con relativo contenuto aperto anche intorno alle prove di abilitazione in Calabria, ed infine cresciuta altrove come assistente a giurisprudenza e professoressa di facoltà di quella nota Università privata di cui ormai sapete. Nonostante si monitorasse e lei riferisse, e  nonostante l'impegno messo (NOTEVOLE ma NON sufficiente), si arrese a fine maggio 1995 o concluse nei  tre mesi "canonici".  da protocollo, piacevolmente faticosi. Si arrese come avevo previsto da quando mi rivelò di fronte ad una mia ostentata e visibile perfetta buona fede,  che un attimo la squilibrava : "Io non sono quella che tu credi ...", con una improvvisa impennata di sincerità tipica del suo temperamento, alle due di notte ora più ora meno; e mi rivelò poi varie altre cosine. 
Anche questa destabilizzazione affettiva e da scompenso ormonale di risulta, più frustrazione da abbandono,  fece infine cilecca.  
Passarono allora con le modalità più volte spiegate alla vera e propria bomba ad orologeria, Silvia Canali, che gli si stava disinnescando definitivamente nel 2002 (avendo anche generato due bambine) e dopo la lite furibonda con la sacerdotal-matriarca Fiorella Vallini. 
Nel 1996 Silvia Canali era appena entrata nel ruolo ed aveva però violato la consegna per "amore"; e la botta data da me con l'articolo "noto" del 1996 sul MANIFESTO aveva congelato la situazione. 
[In un noto paginone articolo su quotidiano Paolo Ferraro denunciò una svolta da associazione ad "ORGANIZZAZIONE" in una corrente  "chiusa" di magistrati]
ANNO 1996 articolo sul MANIFESTO
clicca ed allarga per leggere 
Ripresa la Canali  la sua missione intorno al 2004, come ormai chiarito nei tempi modalità e contesti,  disinnescai la prima volta il congegno mortale,  dando incarico nel giugno 2006  ad un'agenzia investigativa, quindi  anche grazie al mio grande solito intuito. 
E nell'istante in cui quasi addolorata e con voce vagamente tremante disse "pensavo di essermi redenta " ( ??! ), mi tornarono tutti insieme alla mente i suoi racconti dal dicembre 1995 all'aprile 1996,  su vicende non approfondite , per fiducia: Angelo, tutto il resto ed  i viaggi in moto in Toscana del gruppo ('85), quei due cofanetti di gioielli nascosti in fondo all'armadio, le vicende del liceo Socrate ('81 - '83), l'incidente in motorino della compagna di scuola ('84), la storia del coinvolgimento in una trappola giudiziaria senza esito del padre del'ex marito Orfei ('94), il fatto che fosse compagna di scuola del giovane Albamonte, altro intermedio magistrato della M.D. romana, e vidi in una luce nuova anche i racconti sul 1990 e sullo studio commerciale di Corso Trieste, sul ricco GIGGI dell'Aventino, sull'ENTE per il turismo  italiano, e la presenza nel mondo Caracciolo delle sorelle Canali dall'inizio del 1990 e via dicendo. Dopo aver tentato per oltre  mese di tenere sotto controllo il tutto, allontanandomi, a fine giugno per vacanza in camper, definitivamente inorridito ed impensierito, portai via ogni foto mia, e quando una sua cliente mi telefonò direttamente al cellulare i primi dell'ottobre 2006 mettendomi in guardia dalle attività diffamatorie ed invenzioni a mio danno, e segnalandomi che per quello che  riguardava una sua personale vicenda giudiziaria aveva fatto esposto all'ordine degli avvocati di Roma, dissi solo " ne prendo atto". In sede di separazione mi sarei fatto sottoscrivere una autorizzazione ad abundantoam sulla utilizzazione delle prove mie a fini difensivi . 
Venne poi tra il 2007 ed il 2008 l'operazione Cecchignola (scoperta anche quella); e uscirono allo scoperto Cancrini, la componente deviata della Procura dietro, e l'avv. Luca Petrucci con il "supervisore"  Fabio Ravagnani (2008-2009), unitamente ad una famiglia mia cialtrona, infingarda e massonica,  della cui vocazione ed attività ignoravo ovviamente tutto. Vennero poi il sequestro di persona (2009)la pista psichiatrica potenziata (2011)la pista familiare (2011-2013)la distruzione lavorativa (18 giugno 2011)la distruzione dell'immagine e i protocolli denigratori (in realtà già avviati sotteraneamente dal 2005), falsi profili e FALSO DOSSIER (accavallatisi vorticosamente tra il 2011 e il 2012), il tentativo di distruzione e "pre-morte" civile mediante istanza di nomina di amministratore di sostegno (2013)il tentativo di accerchiamento e distruzione nel processo di divorzio gestito per fini eterodossi,  con concorso di una pseudo-psicologa e psichiatra della stessa cordata subito smascherati (2011-2014) , la reiterazione di  "honey traps" in "scaciato" -  maccheronico - stile Mossad italico (2012-2014)e  la pressione economica (io senza stipendio dal 7 febbraio 2013) e la pressione  affettiva continua ( 2011 -2014 privazione del rappporto con le bambine mie, pressioni multiple dirette ed indirette sulla compagna convivente Patrizia Foiani , con derivatone  esaurimento  interno ... ovvio ....).
E venne tutta  la marea di sciocchezze che li hanno portati sino ad essere completamente scoperti. 
Alla faccia degli illuminati, delle forze oscure e dei poteri forti occulti: hanno solo fatto provvisoriamente perdere un magistrato vero allo Stato, sapendolo e dicendolo ("tu sei nato per fare il magistrato"). E hanno fatto acquistare, alla gente che lo ha potuto conoscere, uno storico politico ed intellettuale che è rimasto magistrato,  non imbrigliato,  coi piedi nella rigida scarpa deontologica.  
Ma si può essere più .. ?! GRAZIE SUPER GLADIO...  di accatto. 
Ora si faccia marcia indietro: che le istituzioni e le migliaia di magistrati per bene hanno bisogno di un collega serio affidabile e perbene a sua volta, che ha sempre rispettato la deontologia professionale e saprà rientrare e far valere il suo ruolo ed identità professionale senza sbavature. Se si è  in tempo ... 
E si intervenga su una psichiatria di apparato e da cospirazione, e sulle elite militari e di altro tipo che la usano e supportano; e si intervenga sui cenacoli dei sotto palazzi e cunicoli e colle Celio di una  Roma sotterranea "potente" e demente, avvezza a fare la forte coi  deboli ...


IL QUARTO VIDEO AUDIO. La macchinazione autoimplode. IL TENENTE COLONNELLO ANDREA RAFFAELLI, Il MAGISTRATO GIUSEPPE CORASANITI, l’Avv. PAOLO FRANCESCHETTI e IL MAGISTRATO PIER FRANCO BRUNO . E ROSSI e PESCI e CASCINI e vari spezzoni di una attività criminale persecutoria.

pierfrancoIL QUARTO “micro” AUDIO. La macchinazione autoimplode. E POI IL TENENTE COLONNELLO ANDREA RAFFAELLI, Il MAGISTRATO GIUSEPPE CORASANITI, l’Avv. PAOLO FRANCESCHETTI e IL MAGISTRATO PIER FRANCO BRUNO . E ROSSI, PESCI E CASCINI .. e vari spezzoni di una attività criminale persecutoria. Leggete, ascoltate memorizzate e poi riverificate, ascoltando, e chi capirà non si senta troppo male, inorridendo. Nel corso della …Continue a leggere 

les jeux sont faits. si vous voulez .....



SIETE ORA SUFFICIENTEMENTE MATURI ED INFORMATI PER LEGGERE ED ASCOLTARE IN MODO ATTENTO COMPLETO E CONSAPEVOLE:

1. IL MEMORIALE DEL 7 MARZO 2011

2. IL DOCUMENTO SU PISTA FAMILIARE E USO ETERODOSSO DEL DIVORZIO ( e allegati )

3. LE PROVE AUDIO della CECCHIGNOLA e relative contestualizzazioni

4. e 5. GLI ESPOSTI DENUNCIA MEMORIE AL CSM CHE SEGALAVANO GIA’ NEL 2012 LA MANOVRA CRIMINALE SOTTESA E LA IDENTITA' DI QUESTO PERICOLOSO APPARATO DEVIATO

9. LA LETTERA DI NON DIMISSIONI ( l’opposto di ciò che hanno fatto i tanti magistrati martirizzati in silenzio dall’apparato deviato )


ORA POTETE SINO IN FONDO CAPIRE DA SOLI QUALE FOSSE LA POSTA IN GIOCO:

11. PERCHE’ DOVEVA ESSERE DISTRUTTO IL MAGISTRATO PAOLO FERRARO
E PERCHE’ OPERARONO DI CORSA IN CONTRO TEMPO PER TENTARE DI ARGINARE LA INFORMAZIONE E DENUNCIA PUBBLICA CHE AVREI SVILUPPATO E CON QUALE ARCHITETTURA CRIMINALE SI MOSSERO

QUALE DISEGNO E GESTIONE DEL REALE POTERE DOVESSERO DISPERATAMENTE NASCONDERE

SE VI FOSSERO IN GIOCO E QUALI COMPONENTI DEVIATE ( E COME OPERASSERO )

COSA TEMEVANO CHE POTESSE ANCHE EMERGERE

COME ABBIANO OPERATO NEL SILENZIO PER DECENNI

COME ABBIANO ATTIVATO LA FINTA CONTROINFORMAZIONE CHE COSTRUIVA IL MITO DI PSEUDO ASSOCIAZIONI CHE COPRIVANO POTERI REALI

E PERCHE’ SOLO PAOLO FERRARO POTEVA ARDIRE E DENUNCIARE RICOSTRUENDO TUTTO E CONTESTUALIZZANDO TUTTO ( SENZA IL TESTIMONE CHE CONTESTUALIZZA LE PROVE OGGETTIVE NON ESISTONO E NON HANNO UN LORO AUTONOMO SENSO COMUNQUE )

COME SIANO ARRIVATI A COMPIERE L’ERRORE MADORNALE DI METTERE IN MANO AL MAGISTRATO PAOLO FERRARO LA PROVA CERTA OBIETTIVA ED INDELEBILE DELLE MANOVRE FATTE E REATI CONNNESSI,  IN UN CASO EMBLEMATICO

CON QUANTA VOLGARE SICUMERA E VIOLENZA ABBIANO TENTATO DI ARGINARE LA INFORMAZIONE ANCHE A LIVELLO DI CONTROINFORMATORI DI REGIME ATTRAVERSO QUELLO CHE ORMAI IN MOLTI CHIAMANOIL "PROTOCOLLO PETTEGOLO“ ( Derisoriamente)

QUANTA INTELLIGENZA E SENSIBITA’ INTELLETTUALE IMMISERO NEI LORO DUE STUPENDI SCRITTI LUCIANO GAROFOLI ED ENRICA PERRUCCHIETTI QUANDO ANCORA STAVO CENTELLINANDO PROVE ED ANALISI

QUANTO SENSIBILE IMPEGNO SIA STATO MESSO DAI MIGLIORI DI VOI ( per ora ) AVENDO CAPITO BENE E STUDIATO …

PERCHE PAOLO FERRARO ERA ED E’ AMATO E STIMATO DALLA POLIZIA GIUDIZIARIA E DAI MIGLIORI MAGISTRATI NON CRIMINALI E DEVIATI

ORA AVETE INFINE quindi DAVANTI, ED ATTRAVERSO ME E LE VICENDE A ME COLLEGATE, UNO SPACCATO CRIMINALE DI POTERI DEVIATI CHE APRE LE PORTE A TUTTO QUELLO CHE DI CERTO ED INDICIBILE ABBIAMO INDICATO E ANALIZZATO COME DIRETTI TESTIMONI.

UN ORDITO CRIMINALE PLURIENNALE:
IL CASO FERRARO I SILENZI COLPEVOLI O CRIMINALI
UN BEL GUAZZABUGLIO INTERAMENTE DISTRICATO
RITROVANDO NOTIZIE PREZIOSE SULLA INDAGINE FIORI NEL FANGO
IL RUOLO CRIMINALE E MALATO GIOCATO DA UNA FETTA DI MAGISTRATI DEVIATI DELLA PROCURA DI ROMA CHE AVEVA TUTTO DA PERDERE SE FOSSE USCITO FUORI QUELLO CHE AVEVANO COMBINATO , A PARTIRE DA PAOLO FERRARO
E qui un ringraziamento non alla rosa ma alla Margherita ...

E GLI STRUMENTI REALMENTE ADOTTATI DA QUESTI APPARATI CRIMINALI 


Ed ora potrete riapprezzare a fondo





UN VIDEO AUDIO INEDITO. UNA PROVA DIRETTA SCONVOLGENTE SU APPARATI COLLEGAMENTI PSICHIATRIA DEVIATA E L’ATTACCO FRONTALE PER TENTARE DI RISALIRE LA CHINA E FERMARE IL MAGISTRATO PAOLO FERRARO ANNO 2011 .

0000 Un documento unico IL TENTATIVO DI INCASTRARE E BLOCCARE il magistrato FERRARO. PSICHIATRIA DEVIATA on Vimeo
Tornando al 2011 ed all’attacco violento sferrato per impedire che vicende denunciate venissero portate a conoscenza della opinione pubblica, vi era in gioco allora tutto di più: tra luogo coperto (Cecchignola) , attività gestite, rappresaglie criminali, trappola ordita ed antecedenti mirati, sempre in danno di Paolo Ferraro , nonchè il pericolo che lo stesso arrivasse a ricostruire riconnettendo elementi e dati … Continua a leggere

UN SECONDO VIDEO AUDIO INEDITO.PASQUETTA 2011. IL FALSO DOSSIER. Silvia Canali, Fiorella Vallini, Bruno e i PM coinvolti e l’allora PROCURATORE CAPO della PROCURA di Roma e "le MAIL" degli "psichiatri ".

PASQUETTA 2011 IL FALSO DOSSIER. Silvia Canali Fiorella Vallini Bruno e i magistrati deviati a Roma - YouTube
PASQUETTA 2011. IL FALSO DOSSIER. Silvia Canali, Fiorella Vallini, Francesco Bruno, i PM coinvolti e l’allora PROCURATORE CAPO della PROCURA di Roma e nell’ombra gli psichiatri che “inviavano MAIL”. LA PISTA FAMILIAR PSICHIATRICA. (Per l’analisi di quadro che chiarisce come la vicenda apparentemente familiare e personale non sia che un frammento criminale di un ordito si rinvia al ............. Continue a leggere 

IL TERZO VIDEO AUDIO . Una attività orchestrata allo scoperto per distruggere Paolo Ferraro . In troppi sanno chi siano il pessimo autore & company ” .

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Una attività orchestrata allo scoperto per distruggere Paolo Ferraro. In troppi sanno chi siano il pessimo autore & company IL TERZO VIDEO AUDIO I tre brevissimi frammenti audio del primo audio video che ascolterete in automatico per pochi secondi servono a farvi rendere conto immediatamente (voi che lo conoscete personalmente) di chi sia “JESUS FRANCO”. L’autore di una ennesima e delle … Continue a leggere 

IL QUARTO VIDEO AUDIO. La macchinazione autoimplode. 

IL TENENTE COLONNELLO ANDREA RAFFAELLI, Il MAGISTRATO GIUSEPPE CORASANITI, l’Avv. PAOLO FRANCESCHETTI e IL MAGISTRATO PIER FRANCO BRUNO . E ROSSI e PESCI e CASCINI e vari spezzoni di una attività criminale persecutoria.

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IL QUARTO “micro” AUDIO. La macchinazione autoimplode. E POI IL TENENTE COLONNELLO ANDREA RAFFAELLI, Il MAGISTRATO GIUSEPPE CORASANITI, l’Avv. PAOLO FRANCESCHETTI e IL MAGISTRATO PIER FRANCO BRUNO . E ROSSI, PESCI E CASCINI .. e vari spezzoni di una attività criminale persecutoria. Leggete, ascoltate memorizzate e poi riverificate, ascoltando, e chi capirà non si senta troppo male, inorridendo. Nel corso della …Continue a leggere 

IL QUINTO VIDEO AUDIO. La centrale operativa di Parioli Corso Trieste. AVV. MArco Ferraro Luigi Cancrini e gli altri.

MFERRstudioIL SANCTA SANCTORUM PARIOLINO si va disegnando. Poi definiremo i rapporti con gli apparati e realtà militari ed internazionali di Lucio Caracciolo, l’ennesimo professore della LUISS, gli scambi e le conoscenze culturali ( Francesco Bruno e il convegno a Pompei, ricordate ?! ) e tutto l’altro di cui sembra aver potuto usufruire la solo apparente principale protagonista malefica delle vicende … Continua a leggere 

UN PROFILO ARTIFICIALMENTE COSTRUITO. Seconda parte. La sgangherata e deliroide geometria manipolativa. SESTO AUDIO inediti E RIEPOLOGO DETTAGLIATO dei FATTI A MONTE DAL DAL 2007

santandrea 2PREMESSA Questo sesto articolo con video audio inedito (LA MANIPOLAZIONE DELIROIDE DELLA PSICHIATRIA. Le peripezie illogico tautologiche dello psichiatra “SANI” 11 gennaio 2011), si riferisce innanzitutto ancora alla sequenza delle attività del gennaio 2011, inscenate per tentare di “riprendere in mano la situazione” ed eliminare definitivamente il magistrato Paolo Ferraro. Quando parlavo con Sani ancora non sapevo del cumulo di nefandezze immesso da Girardi nei .. Continua a leggere 

PROTOCOLLI PROFILAZIONE e GESTIONE OPERATIVA. UNA MAIL parodia di protocolli e metodi reali.

Franceesco Bruno belzebùNell’articolo che precede abbiamo illustrato la “gestione manipolatoria a struttura deliroide condivisa” e il ruolo della psichiatria e delle scuole giuridiche che chiamo, per intenderci, “neocausidiche”, dando indicazioni sintetiche sul caso Ferraro . Oggi trattiamo mediante logica, delle fondamenta di protocolli, profilazione e gestioni operative: l’anima delle attività coperte e deviate di apparati di potere sotteranei o segreti, come nuova strumentazione più sofisticata anche …  Continue reading 

I DIAVOLI IN TERRA FANNO LE PENTOLE MA NON I COPERCHI E SONO ANCHE IDIOTI.

devil
IL DIAVOLO FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI.  I “DIAVOLI” IN TERRA POI SONO ANCHE IDIOTI. “Beep Beep stana una filiera di willy cojotes”   BORDER NIGHTS: una bambina innocente, due professori universitari di diritto ed economia,  folli e malati, la madre della bambina, un ufficiale che lavora anche per i servizi, nell’ombra, due co-conduttori della trasmissione radio e  Paolo Ferraro  … Continua a leggere  





IL CASO FERRARO I SILENZI COLPEVOLI O CRIMINALI E UN APPARATO SOTTERRANEO CENTRALE POSTO ALLO SCOPERTO. (con didascalia ed analisi delle vicende più direttamente istituzionali con link alla integrale documentazione),





UN BEL GUAZZABUGLIO INTERAMENTE DISTRICATO : Questa è la trama di un film, peccato che è tutto al millimetro vero.LE SINTESI DAL 1992 al 2014

FALCONE E BORSELLINO
UN BEL GUAZZABUGLIO INTERAMENTE DISTRICATO. Questa è la trama di un film, peccato che è tutto al millimetro vero. Le sintesi dal 1992 al 2014 http://paoloferrarocdd.blogspot.com/2014/08/un-bel-guazzabuglio-questa-e-la-trama.html SU EVERNOTE https://www.evernote.com/shard/s207/sh/395b353b-f337-43bf-868f-ea5b8067b31e/65ded63c47d56b44d9e341b7f2e2ff45 L’INDAGINE OIL FOR DRUG Nel novembre 2003 parte sotto la mia direzione … Continue reading 

RITROVANDO NOTIZIE (preziose) SULLA INDAGINE “FIORI NEL FANGO” RIPRENDENDO I POST 1/12 2/12 3/12 4/12 e 5/12 grandediscovery

Maria  Monteleone
LAINDAGINE “FIORI NEL FANGO” ( infangata essa ) e la GRANDEDISCOVERY . ( Riedizione implementata al 1° gennaio2014 , IN CODA SINTESI E LINK PER TUTTE LE VICENDE AMONTE ED A VALLE ) I passaggi di quadro afferenti LA GRANDEDISCOVERY, ALLA LUCE DEI DATI EMERSI, RITROVANDO NOTIZIE ( preziose ) SULLA INDAGINE ” FIORI nEL FANGO” a ROMA , RIPRENDENDO I POST 1/12 2/12 3/12 4/12 … Continue reading 

UN PROFILO ARTIFICIALE INVENTATO PER ANNIENTARE IL MAGISTRATO PAOLO FERRARO (Parte 1)

ferrara
UN PROFILO ARTIFICIALE INVENTATO(ANCHE PROGETTATO DA TEMPO?!) – Prima Parte – In questo articolo vedremo un esempio di “trattamento” di un uomo “scomodo”, secondo la tecnica indicata dallo stesso Luttwak nel suo “Strategia del colpo di Stato”: il tentativo di annientamento della persona “scomoda” attraverso la pista psichiatrica, il mobbing in ambito lavorativo e il tentativo di distruzione dei rapporti familiari … Continue reading 

VICENDA DEL MAGISTRATO PAOLO FERRARO: LA PROVA DEL GOLPE SCIENTIFICO TARGATO TAVISTOCK.

INTERVISTA SIGNINI
dal blog CDD ITALIA LIBERA Era il 24 novembre del 2008 quando il magistrato Paolo Ferraro denunciò episodi avvenuti tra l’8 ed il 18 novembre nell’appartamento situato nella città militare della Cecchignola dove conviveva da maggio dello stesso anno con donna, moglie separata di sottoufficale dell’esercito impiegato allo stato maggiore della difesa, a sua volta presentatagli (reiteratamente ) da magistrato …Continue reading 



Sessanta secondi svelano attentamente valutati più di mille documenti

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Sessanta secondi svelano, attentamente valutati, più di mille documenti Nel Febbraio 2012, pervenne al Dott. Paolo Ferraro, tramite la segreteria telefonica installata presso il Server Omnitel Vodafone del cellulare di pertinenza, un messaggio audio del tutto particolare. Si trattava di una registrazione ambientale, traccia fonica sovrapposta ad una pregressa traccia in sottofondo di una telefonata della di lui madre, rimanendo riferita la registrazione al numero di … Continue reading 



AL SIGNOR MINISTRO DI GIUSTIZIA ANDREA ORLANDO MISSIVA del dott. Paolo Ferraro

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AL SIGNOR MINISTRO DI GIUSTIZIA centrocifra.gabinetto@giustiziacert.it e p. c. Al Capo di Gabinettocapo.gabinetto@giustiziacert.it e p. c. Al vice Capo di Gabinettovicecapo.gabinetto@giustiziacert.it e p. c.responsabiletrasparenza.gabinetto@giustizia.it Alla Direzione Generale Magistrati dgmagistrati.dog@giustizia.it Signor Ministro, Lei non mi conosce, se non come mi conosce ormai una significativa parte informata del paese, e questo La solleva da ogni possibile equivoco o polemica … Continue reading 






QUELLO CHE TEME UNA COMPLESSA ORGANIZZAZIONE CRIMINALE NIENTE AFFATTO INVINCIBILE. DISVELATA DEFINITIVAMENTE STRUTTURA E GLI INTRIGHI CRIMINALI A PARTIRE PROPRIO DAL CASO PAOLO FERRARO E DALLA GRANDE DISCOVERY

CDD UNIONE on Vimeo (2)
UNA COMPLESSA ORGANIZZAZIONE CRIMINALE APPARENTEMENTE ( SOLO ) INVINCIBILE , composta ai vertici da colletti bianchi opportunamente infiltrati e gestiti, in particolare appartenenti al medesimo potere giudiziario che dovrebbe accertarne natura e reati , assommando alla autorevolezza che le deriva dalla immagine del potere medesimo, la forza intimidatrice ed omertosa che nasce dal condividere e gestire potere ed attività riconducibili ad alcuni vertici … Continue reading 

STEFANO PESCI, VERTICI MILITARI MAGISTRATURA ROMANA, DAL 1985 AD OGGI. PER LA COMMISSIONE DI INCHIESTA E LE INTERROGAZIONI PARLAMENTARI CHE SQUARCERANNO LE NEBBIE DEL “PORTO DEI RIFIUTI NOCIVI E MORTALI”

Stefano Pesci
UNA INFORMATIVA STRUMENTO DA DIFFONDERE IN TUTTA LA RETE E DA CONDIVIDERE E FAR DIFFONDERE E CONDIVIDERE OVUNQUE. STIAMO INSIEME PORTANDO A TERMINE LA GRANDEDISCOVERY E CHIEDO A TUTTI LO SFORZO DI CINQUE MINUTI AL GIORNO PER CIASCUNO . POCHI CLICK E IL COPIA ED INCOLLA DI QUESTO BREVE MESSAGGIO CONSENTIRANNO A TUTTI DI SAPERE OVUNQUE .. IN RETE E … Continue reading